Crescita sostenibile e coesione sociale, il futuro del credito cooperativo

a cura di Stefano Boffini

L’articolo 2 dello statuto delle banche di credito cooperativo fissa per questo tipo di banche l’obiettivo di miglioramento delle condizioni morali e materiali dei soci e il perseguimento di bene comune, coesione sociale e crescita sostenibile per la comunità locale.

Il risultato economico è certamente importante, rappresenta un vincolo fondamentale di cui necessariamente tenere conto, ma non è l’obiettivo primario.

La Business Roundtable – 181 grandi manager delle principali aziende americane da Apple a Jp Morgan, da Accenture a AT&T, per un totale di 15 milioni di dipendenti – ha recentemente messo nero su bianco una dichiarazione che certamente colpisce.

L’impresa, insieme al profitto, deve perseguire il benessere dei dipendenti, delle comunità, nel rispetto dell’ambiente.

E’ dal 1978 che questa associazione pubblica periodicamente un documento dedicato ai “principi di corporate governance”, ma è la prima volta che si esprime in questi termini netti che riflettono la spinta in atto a riformare un capitalismo che, negli ultimi decenni, ha visto ampliarsi in modo insostenibile la forbice fra ricchi e poveri così come fra ricchi e classe media.

L’acronimo inglese che esprime questo tipo di impatto è ESG, Environment, Society, Governance: ambiente, sociale e governance.

Sicuramente ci sarà del marketing in questa che è una declamazione di intenti, oppure la volontà di anticipare attraverso una autoregolamentazione possibili interventi legislativi che vadano ad attenuare le forme più sfrenate assunte dal capitalismo, presenti soprattutto negli Stati Uniti.

Però è altrettanto chiaro che per loro questo è l’obiettivo “innovativo” a cui tendere nel futuro, per attenuare le disuguaglianze – sempre più presenti sia a livello mondiale che all’interno delle stesse società occidentali – e il crescere di rischi globali, quello ambientale in primis.

La parola “Innovativo”  è messo volutamente tra virgolette. L’articolo 2 dello statuto delle banche di credito cooperativo fissa per questo tipo di banche l’obiettivo di miglioramento delle condizioni morali e materiali dei soci e il perseguimento di bene comune, coesione sociale e crescita sostenibile per la comunità locale.

Il risultato economico è certamente importante, rappresenta un vincolo fondamentale di cui necessariamente tenere conto, ma non è l’obiettivo primario.

Più in generale notiamo una progressiva e particolare convergenza di vedute, almeno a livello ideale.

Il “sociale classico” (associazioni, cooperazione sociale per fare un esempio), per poter svolgere nel tempo in modo efficace la sua funzione, deve necessariamente attrezzarsi per essere sostenibile dal punto di vista economico.

Parallelamente il “profit puro” inizia a incorporare elementi propri del sociale.

E’ come se, partendo da posizioni diverse, si stia camminando verso un obiettivo comune. Sarebbe di certo paradossale se, proprio ora che “gli altri” la indicano come meta per il futuro, noi rischiassimo di perdere questa nostra forte identità che da sempre ci caratterizza.

ESG: ambiente, società e governance

Ambiente

Il criterio dell’ambiente guida la valutazione delle scelte in base all’energia necessaria e disponibile. Ci si riferisce in particolare ad aspetti come il risparmio energetico, la lotta contro il cambiamento climatico e un utilizzo più attento e ponderato delle risorse presenti in natura.
Società
Non ci può essere un concetto sostenibile di crescita e sviluppo che prescinda dal mondo circostante. In questo caso si considerano aspetti come le condizioni di lavoro, la comunità e il territorio locale.
Governance
Un’impresa responsabile è quella che è sostenuta da una buona governance. Questo vuol dire che deve essere improntata alla trasparenza, correttezza ed equità in tutte le scelte. Dalla gestione del personale, alle retribuzioni, ai rapporti con la politica.

Statuto di Cassa Padana
Articolo 2

«Nell’esercizio della sua attività, la società si ispira ai principi dell’insegnamento sociale cristiano e ai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione privata.

La Società ha lo scopo di favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promuovendo lo sviluppo della cooperazione, l’educazione al risparmio e alla previdenza, nonché la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera.

La società si distingue per il proprio orientamento sociale e per la scelta di costruire il bene comune.

È altresì impegnata ad agire in coerenza con la Carta dei valori del credito cooperativo e a rendere effettivi forme adeguate di democrazia economico-finanziaria e lo scambio mutualistico fra i soci».

E’ un testo completo, impegnativo che attribuisce a Cassa Padana un ruolo centrale per il futuro delle comunità locali.

Certamente fare riferimento ai principi della dottrina sociale della Chiesa nell’attività finanziaria, togliere obiettivi di speculazione privata, aggiungere concetti forti quali il bene comune, la coesione sociale e la crescita sostenibile della comunità locale significa attingere ad un grande patrimonio valoriale e di contenuti.