Una casa del dono in memoria di don Luisito, profeta dell’essenziale: al via la sottoscrizione

a cura di Marco Sacchi

Vescovato (Cremona) – Si è ufficialmente aperta, al termine del convegno “Il profilo profetico di don Luisito Bianchi” tenutosi lo scorso 4 maggio presso Cascina Moreni a Cremona, la sottoscrizione per la conclusione dei lavori di Casa Doreàn di Vescovato.

Il convegno, coordinato dal direttore del quotidiano La Provincia Marco Bencivenga e introdotto da Angelo Baronio, coordinatore scientifico di Fondazione Dominato Leonense, ha avuto l’obiettivo di provare a tratteggiare la figura di don Luisito Bianchi e illustrare l’impegno di Fondazione Dominato Leonense e Cassa Padana nella realizzazione del centro culturale a lui intitolato: “Casa Doreàn”.

Dopo la donazione della casa natale di Luisito Bianchi e la costituzione del Fondo Luisito Bianchi, costituitosi nel 2013, Cassa Padana e Fondazione Dominato Leonense stanno portando avanti la ristrutturazione dello stabile per trasformarlo appunto in Casa Doreàn, casa della gratuità: un luogo in cui troverà spazio l’immensa testimonianza umana e letteraria di Luisito Bianchi.

In questa casa della campagna cremonese, spiega Franco Aliprandi, segretario di Fondazione Dominato Leonense, troverà sede anche l’enorme patrimonio documentale di don Luisito: lettere, spartiti musicali, note, riflessioni e tantissimi scritti fra cui le “Omelie vagabonde” e le “Favolette morali”. Su questo patrimonio è già stato svolto un grande lavoro di catalogazione.

Di lui dicono che fu prete, poeta, teologo, lavoratore, ma tutte queste categorie non racchiudono il mistero di quest’uomo profondamente originale. Viviamo in un tempo in cui per essere accettati dobbiamo sempre assomigliare e muoverci dentro confini precisi mentre lui ha abitato il confine, la periferia”.

E’ don Luigi Maria Epicoco, giovane teologo, scrittore e docente di filosofia alla Pontificia Università Lateranense a delineare le caratteristiche della figura di Don Luisito, “eccezionale ma non catalogabile”.

“La storia della chiesa e di tutta l’umanità è fatta da persone così – aggiunge –  Don Luisito è un mistero: c’è in lui qualcosa che sfugge sempre. È un originale, un uomo la cui vita è destabilizzante, messa come pietra di inciampo perché susciti domande in tutti noi ancora oggi. C’è però un rischio: quando incontriamo persone così tendiamo a odiarle o a canonizzarle, senza ricordare che certe contraddizioni sono proprie del carattere. Perché quando la grazia di Dio entra in una persona la lascia profondamente se stessa. Come il roveto ardente: brucia ma non consuma le radici. E lui è stato bruciato e toccato da qualcosa più grande di lui che lo ha reso più se stesso”.

Per don Luigi, in particolare, sono due gli elementi che hanno caratterizzato la vita di Luisito: il senso profondo di “profezia” e “gratuità”, 

Don Luisito era un profeta perché vedeva l’essenziale. Vedeva cioè quello che è sempre valido e sempre vero, aldilà dei condizionamenti. Il Vangelo del resto è sempre fuori moda, non sposa la logica del mondo e per questo è profetico e fastidioso. Ma quando uno trova l’essenziale non ha più paura e non esiste più destra o sinistra perché tutto è fisso lì. Noi abbiamo bisogno di profeti che ci ricordino che cosa è essenziale, che ci aiutino a fissare lo sguardo su ciò che non passa.

Altro punto fondamentale del pensiero di Don Luisito è la gratuità: un amore che accade senza motivo, come Cristo ha amato e ama l’uomo sempre. Senza merito e senza interesse. Don Luisito aveva capito che la gratuità è amare senza pretesa, e questo vale anche nell’amicizia. Nella gratuità c’è il riflesso di un Dio che non è impaurito da chi non lo conosce. Noi dobbiamo diventare riflesso di un amore così”.

Al convegno del 4 maggio, che ha tenuto a battesimo la sottoscrizione, hanno partecipato anche la nipote di don Luisito, Licia Rivoltini, Vittorio Biemmi (presidente di Cassa Padana), Natalino Stringhini (vice-presidente nazionale Acli), Davide Viola (presidente della Provincia di Cremona) ed il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti.

Sottoscrizione per Casa Dorean

in memoria di don Luisito Bianchi

Vescovato, Cremona

IL PROGETTO

Conto corrente codice IBAN IT84X0834054630000000019000
Intestato a: Fondazione Dominato Leonense