Romano Bettinsoli nuovo presidente di Cassa Padana

Il nuovo consiglio di amministrazione di Cassa Padana, eletto nell’assemblea del 26 giugno, ha provveduto al rinnovo delle cariche sociali nella sua prima riunione del 30 giugno.

Il nuovo presidente è Romano Bettinsoli, 67 anni di Lodrino, imprenditore e con già un’esperienza pregressa come presidente alla Bcc della Valtrompia fino alla fusione del 2012 con Cassa Padana.

Le sue prime parole sono state di ringraziamento al presidente uscente Vittorio Biemmi che con competenza, mitezza e spirito disinteressato ha condotto la banca negli ultimi 20 anni e ha favorito anche questo importante rinnovamento della governance.

Mirko Cominini, neo vice presidente di Cassa Padana
Mirko Cominini, neo vice presidente di Cassa Padana

Il vice presidente  è Mirko Cominini, già presidente della Bcc Camuna fino al 2010, 46 anni di Berzo Inferiore, avvocato con studio a Brescia.

Il consiglio di amministrazione uscente ha sentito forte la necessità di poter contare sul contributo di forze nuove, preparate e inserite con il giusto rodaggio.

“Il Cda ora in carica”, dice il presidente Bettinsoli, “può concentrarsi, grazie al lavoro svolto nell’ultimo triennio dal precedente consiglio che ne ha posto le premesse positive, su efficienza della gestione caratteristica, capacità di rispondere ai bisogni dei soci e clienti e ruolo di banca locale”.

Oltre ai confermati Valerio Costa, Claudio Iseppi e Giancarlo Voltini, i nuovi consiglieri sono Giulia Ferrari, 40 anni, di Verona, Elisa Marazzi, 29 anni, di Gottolengo (Brescia), Monica Rossolini, 38 anni, di San Secondo Parmense (Parma) e Stefano Zane, 57 anni, di Salò (Brescia).

Si raggiunge così un mix equilibrato di composizione che tiene conto di competenze nuove e più giovani, di persone che hanno già maturato esperienza nella conduzione di una banca, particolarmente impegnativa nell’attuale situazione del mercato bancario, oltre  che di un’adeguata rappresentanza dei territori che compongono la zona di competenza e finalmente anche di una maggiore rappresentanza di genere.

In tutta la storia della Cassa finora solo una donna era stata in consiglio (Ermelina Ravelli, ex preside dell’Istituto Capirola di Leno). Oggi sono tre, con un board ridotto da 13 a 9 componenti, a cui si aggiunge anche Teresa Federici, membro del collegio sindacale.

Nel delicato passaggio del rinnovamento della governance, la base sociale e la struttura operativa hanno mostrato una grandissima compattezza e grado di unità.

E’ un forte valore intangibile che permette di guardare avanti con fiducia e serenità, pur in presenza di un contesto di fondo non facile.

Ciò rappresenta indirettamente anche la miglior risposta, nello stile operoso, sobrio e scevro dalla ricerca della visibilità che caratterizza Cassa Padana, ad esternazioni, riprese nei giorni scorsi da alcuni organi di stampa, improprie, fuori luogo, non vere nei contenuti e delle quali si fa fatica a capirne il senso.