21/5/2019 – Cassa Padana nel Gruppo CCB con i conti in regola

Cassa Padana si presenta all’assemblea dei soci con un bilancio positivo, in linea con le strategie e gli obiettivi delineati.

Nel corso del 2018 sono iniziati a maturare i frutti del grande lavoro svolto nell’anno precedente, teso da un lato al riassetto organizzativo interno per migliorare i livelli di efficienza e la capacità di rispondere ai bisogni, dall’altro al rilancio della gestione caratteristica di intermediazione finanziaria e di servizi per la clientela.

Gli impieghi verso famiglie e aziende, con il focus più importante per una banca locale rappresentato dalle piccole e medie imprese e dal terzo settore, sono cresciuti dell’11,12%, attestandosi a 1.242,98 milioni di euro.

E’ aumentata la raccolta indiretta (+2,75%) – determinata in particolare al suo interno dalla prosecuzione dell’azione sviluppata sul comparto del risparmio gestito (+3,56%) – mentre è stabile quella diretta.

Il risultato economico torna ad essere positivo (2,17 milioni l’utile d’esercizio) e i dati della trimestrale 2019 sono in linea e consolidano il trend.
Parallelamente al riassetto organizzativo e al rilancio dell’attività caratteristica, nel 2018 la Cassa ha compiuto un altro sforzo rilevante, peraltro comune al resto del sistema bancario: il progressivo assorbimento dei crediti deteriorati, secondo le indicazioni poste dall’autorità di vigilanza.

Npl ratio è ora all’11%, con livelli di copertura adeguati (45% a fine anno).

La solidità e la forza patrimoniale, elemento tradizionale caratteristico di Cassa Padana, hanno permesso di traghettare in sicurezza gli anni più duri della crisi economica e di continuare a mantenere un buon indice patrimoniale (Cet 1 14,90%).

“Sono da perseguire l’efficienza e la redditività in questo tipo di banche, locali e cooperative”, spiega Vittorio Biemmi, presidente di Cassa Padana, “Non sono il fine, ma rappresentano lo strumento per poter essere più vicini in modo efficace al territorio in cui si lavora. Il contesto di mercato e l’evoluzione normativa determinano infatti la necessità di reinterpretare concretamente e su basi nuove il ruolo che una banca locale è chiamata a svolgere nella comunità dove opera.

L’appartenenza al gruppo bancario cooperativo di Cassa Centrale è fondamentale per questa evoluzione – che si traduce in posizionamento di mercato e alimenta il vantaggio competitivo – sia in termini di maggiore efficienza gestionale che di competenza e massa critica messa in campo, perché i bisogni delle imprese, delle persone e delle comunità locali sono sempre più articolati e complessi”.

“Cassa Padana, con il suo stile e in continuità con la sua storia”, aggiunge Andrea Lusenti, direttore generale dell’istituto di Leno,

“lavora concretamente per mantenere e migliorare – nel contesto in cui oggi si trova ad operare – la sua capacità reale di mantenersi realmente prossima ad imprese e territorio, avendo la consapevolezza che questa è l’essenza del modo di essere e di stare sul mercato di una banca di credito cooperativo.

E’ un percorso impegnativo, non facile, con tratti ancora in via di definizione, ma da compiere per le prospettive future di medio-lungo termine sia della banca che delle comunità locali in cui è radicata.

Il 2018 ha visto la Cassa impegnata in un importante lavoro di semina che nel tempo produrrà buoni frutti. Cassa Padana – conclude Lusenti – è una banca di persone che punta sulle persone. Sono le persone, lo spirito che le anima e la loro capacità di interpretare i tempi, a fare sempre la differenza”.