Gruppo Cassa Centrale: semestrale 2023 in crescita

Stabili sui valori di fine 2022 i crediti alla clientela, mentre cresce la raccolta totale: nel semestre affidati al Gruppo nuovi risparmi per € 3 mld; migliora la qualità del credito: scende allo 0,9% l’NPE ratio netto; solidità patrimoniale in ulteriore rafforzamento: CET1 Ratio phased-in al 23,8%

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01 settembre 2023
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I risultati consolidati del Gruppo relativi al primo semestre 2023, approvati dal Consiglio di Amministrazione di Cassa Centrale Banca, registrano un generale miglioramento degli indicatori economico-patrimoniali e gestionali.

“I risultati del primo semestre 2023 – spiega il Presidente Giorgio Fracalossi – confermano la capacità del Gruppo Bancario Cooperativo di generare valore. Tramite le nostre banche, lavoriamo ogni giorno a fianco dei nostri soci e dei nostri clienti per sostenere l’economia dei nostri territori e realizzare insieme un percorso di crescita sostenibile”.

Dal punto di vista gestionale, il semestre si è caratterizzato per un aumento sostenuto della raccolta complessiva, che al 30 giugno scorso raggiunge quota € 105 mld.

L’incremento di circa €3 mld rispetto al dato di fine 2022 è riconducibile alla raccolta indiretta (€ 41 mld) che ha registrato una crescita di quasi €5 miliardi, a fronte di una diminuzione della raccolta diretta (€ 64 mld) di € 1,7 mld.

Nell’ambito della raccolta indiretta, il risparmio amministrato ha registrato la crescita più elevata, in relazione agli investimenti della clientela in titoli governativi; anche il risparmio gestito evidenzia interessanti tassi di sviluppo, in tutti i comparti: Gestioni Patrimoniali, Fondi e BancAssurance.

Inoltre, nel semestre, la domanda di nuovo credito ha sostanzialmente pareggiato i rimborsi delle esposizioni in essere da parte dei clienti con liquidità disponibile, risultando in un valore del portafoglio impieghi stabile sui valori di fine 2022 e pari a € 50 mld.

La qualità del credito conferma il suo trend di miglioramento con l’NPL ratio lordo in riduzione al 4,65% (4,8% a fine dicembre 2022) con copertura complessiva pari all’82%. A fronte di queste dinamiche l’NPL ratio netto raggiunge uno dei valori più contenuti del sistema bancario nazionale portandosi allo 0,9%.

A livello di conto economico, la situazione di contesto e la dinamica dei volumi si sono tradotte nella crescita del margine di intermediazione (+8% rispetto al primo semestre del 2022, a € 1.458 mln), e nell’aumento dei costi operativi (+9%, a € 846 mln), che includono le spese in crescita per gli importanti investimenti in IT connessi all’attuazione del Piano Strategico.

L’utile netto consolidato di Gruppo si attesta a € 587 mln (+32% rispetto al primo semestre del 2022).

Il totale attivo del Gruppo scende a € 91 mld (€ 93 mld a fine 2022) riflettendo le politiche di riduzione della leva finanziaria, tuttora in corso, previste dal Piano Strategico.

Si rafforza ulteriormente la solidità del Gruppo, con indicatori CET1 e Total Capital Ratio phased-in entrambi pari al 23,8%, quale effetto combinato dell’aumento della redditività e diminuzione dei RWA (€ 32,2 mld al 30 giugno di quest'anno).

L’Amministratore Delegato Sandro Bolognesi esprime la propria soddisfazione: “I risultati di oggi nascono dalla serietà del lavoro svolto in questi anni dalle persone del Gruppo. Semestre dopo semestre si rafforza la consapevolezza di disporre di un patrimonio solido, di un business model resiliente e di una qualità dell’attivo ai migliori livelli: asset fondamentali per attuare le linee strategiche che ci siamo dati nel Piano e raggiungere nuovi traguardi di sviluppo a vantaggio dell’economia del Paese”.