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 Epidemie in città fra storie, rimedi e arte

Quattro incontri online voluti dalla Società Storica Cremonese, con il supporto ormai collaudato di Cassa Padana: appuntamento dal14 gennaio al 4 febbraio 

14 gennaio 2021

La Società Storica Cremonese ha voluto coraggiosamente lanciarsi in un’operazione di vicinanza ai propri affezionati seguaci, anche in questo momento in cui ogni incontro pubblico è vietato.

Lo fa con il supporto ormai collaudato di Cassa Padana, utilizzando le nuove tecnologie e con un percorso di quattro incontri, dal 14 gennaio al 4 febbraio, dedicati a un tema quanto mai attuale, purtroppo.

Il titolo dice tutto: “Epidemie in città, storie, rimedi e arte” . Per iscrizioni: e-mail:societastorica@gmail.com

La conosciamo tutti come la “peste nera” o “peste bubbonica”, l’abbiamo studiata fra i banchi di scuola, abbiamo letto i suoi effetti devastanti con le letture del Decameron di Boccaccio. Dal 1348, l’orribile anno in cui ha cominciato a colpire duramente le nostre città, è rimasta pressoché endemica, accendendo di tanto in tanto nuovi focolai con diversi gradi di intensità anche nei nostri centri urbani. Tanto da riproporsi ancora, mirabilmente narrata da Alessandro Manzoni, con tanta violenza nel 1630 nello Stato di Milano e nelle aree circostanti.

Molto è stato scritto sul tema a carattere generale, specie sulla peste manzoniana, ma in questi incontri ci si soffermerà su Cremona e su alcune epidemie pestilenziali che poco o nulla sono state presentate al pubblico. In particolare di interesse e curiosità sarà il racconto della peste del 1452 in città e soprattutto al castello di Santa Croce.

Elisa Chittò utilizzerà parecchi dei documenti raccolti nel volume “Il castello di Santa Croce” edito nel 2016 per quanto riguarda la situazione sanitaria al castello e documenti nuovi che narrano della città e delle preoccupazioni del duca Francesco Sforza.

La peste poi verrà raccontata da Angela Bellardi attraverso i documenti conservati nell’archivio del Comune di Cremona.

Questi stessi documenti verranno presentati come se si fosse davanti alle bacheche espositive. Sarà come una piccola mostra on line.

Passeranno davanti ai nostri occhi ordini delle autorità comunali per fronteggiare le epidemie (specie quella del 1630), chiusura delle porte ai forestieri, bollette di sanità per chi entra, mancanza di generi alimentari per l’impossibilità degli approvvigionamenti.

Ad Alessandro Bonci il compito di una carrellata fra i pittori che nelle due grandi epidemie che colpirono la Lombardia (1576/77 e 1630) diedero vita ad una ben definita scuola pittorica, con opere che offrono allo spettatore uno sguardo privilegiato sulla tragedia dell’epidemia. Sono i famosi “pittori della peste" come li ha chiamati Giovanni Testori.

Infine Giovanni Fasani, collezionista e storico della medicina, che darà conto degli studi che i medici mettevano in campo o almeno tentavano di fare per cercare di capire la formazione di queste forme pandemiche. Ma anche gli strani rimedi che venivano consigliati per evitare la diffusione delle varie forme di peste sia bubbonica che polmonare.

Per iscrizioni: societastorica@gmail.com