Alleanza fra Cassa Padana ed Equita K Finance per nuovi servizi alle imprese

L'esperienza del territorio e degli imprenditori come guida al cambiamento nel convegno di ieri  al Forum Cassa Padana di Leno.  Le testimonianze di Iseo Serrature, Promotica Spa, Intred Spa, Neoesperience Spa.  

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08 ottobre 2021
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Un’alleanza fra Cassa Padana ed Equita K Finance per portare agli imprenditori i servizi esclusivi di una delle principali investment bank indipendenti italiane.

La collaborazione è stata annunciata ieri a Leno nel corso del convegno “Nuove dinamiche di crescita. L'esperienza sul territorio come guida al cambiamento”.

Attraverso Equita K Finance, il braccio operativo nel mid-market del Gruppo Equita, Cassa Padana sarà quindi in grado di offrire l' accesso ai mercati dei capitali con un player indipendente (quotato – con un valore di mercato di 170 milioni di Euro - e controllato dai suoi manager) che intermedia circa il 10% dei capitali che transitano ogni giorno sulla borsa di Milano;

l'esperienza nel progettare operazioni di finanza straordinaria costruite su misura sulle esigenze ed obiettivi della famiglia imprenditoriale;

la capacità di eseguire acquisizioni e cessioni, oltre che in Italia, in 23 paesi nel mondo con oltre 400 professionisti partner.

E oltre 20 anni di esperienza nell’acquistare, finanziare e vendere imprese a fianco degli imprenditori.

Soddisfatto dell'accordo il direttore generale di Cassa Padana, Andrea Lusenti, secondo il quale “una banca oggi deve puntare al coinvolgimento attivo delle aziende che spesso scontano un'eccessiva dipendenza dal credito bancario”.

“Con la nuova partnership”, aggiunge Lusenti, “saremo in grado di offrire loro prodotti finanziari diversi e innovativi con interventi specifici per la crescita. Perché da solo il credito bancario non può più essere sufficiente”.

Siamo fieri di questa allenza con Cassa Padana”, dice Giuseppe Grasso, co-ceo di Equita K Finance, “perché siamo due realtà con lo stesso DNA: lavoriamo con gli imprenditori e per gli imprenditori.

Sappiamo entrambi che l
a finanza scioglie i vincoli dell’impresa e ne accelera il cambiamento. Che il capitale compra “tempo”. Che la finanza ha la capacità di effettuare acquisizioni che consentono di accedere a mercati o a tecnologie che richiederebbero molto più tempo per essere sviluppati dall’interno”.

“In un contesto globale come il nostro, tutto è in movimento, tutto si modifica velocemente, tutto cambia." spiega Sergio Simonini, consulente di Cassa Padana.

“Gli imprenditori devono rendersene conto e impegnarsi in un salto di qualità.
Perché oggi più che mai è necessario affrontare al meglio il mercato globale, gestire lo sviluppo aziendale accedendo a nuovo capitale destinato agli investimenti, farsi trovare pronti al ricambio generazionale.

Ciò significa che aziende e imprenditori sono chiamati a riflettere sul loro futuro senza pregiudizi e con un'apertura totale allo sviluppo e ai cambiamenti”.

“In questo contesto”, conclude Simonini, “ sempre più importanza assumono le banche del territorio. Il ruolo delle banche come Cassa Padana sarà infatti centrale per cogliere le opportunità del Recovery Plan e per rendere concretamente possibile l'accesso ai fondi del Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza anche alle realtà imprenditoriali locali.

Grazie alla loro prossimità alle imprese, le banche del territorio sono infatti in grado più di altre di intercettarne i bisogni e capirne punti di forza e fragilità. Nessun algoritmo potrà sostituire questa competenza”.

Il convegno di Leno ha dato forza a queste riflessioni e alla partnership Cassa Padana-Equita K Finance anche per la presenza di testimonianze concrete di imprenditori che ce l'hanno fatta, hanno compiuto il salto di qualità, hanno saputo gestire il delicato momento del ricambio generazionale.

A testimoniare un ricambio generazionale riuscito è stato Vincio Faustini di Iseo Serrature, terza generazione di un'azienda fondata dal nonno nel 1969.

“La nostra è una storia che continua”, racconta, “la mia famiglia è sempre presente in azienda perché ha sempre creduto nel progetto industriale che la sostiene.

Ci siamo chiesti tante volte se fossimo stati in grado di andare avanti da soli e cosa significasse per noi aprire l'azienda ad altro capitale. Qual era l'alternativa? Vendere? Non abbiamo voluto. Abbiamo avviato un processo di managerializzazione con competenze che non sono della famiglia.

Abbiamo condiviso il nostro tessuto imprenditoriale. Ci siamo affidati a professionisti. E' andata bene e ora sogniamo la quotazione”.

La Borsa, quindi. L'operazione che ha reso la strada più semplice, anche se molto impegnativa, agli altri tre imprenditori che hanno partecipato al convegno: Daniele Peli, AD Intred Spa, Diego Toscani, AD Promotica Spa, Luigi Linotto, presidente di Neoesperience Spa.

Emblematica la storia di Diego Toscani che si definisce “un ex venditore di padelle che ha capito che è molto più facile vendere padelle a chi le regala invece che a chi le vende”. Da questa riflessione è nata Promotica e Toscani è entrato “nel magico mondo delle raccolta punti”.

“Siamo tutti vittime di questo gioco”, dice con ironia, “ecco, noi di Promotica siamo quelli che stanno dietro al gioco. Siamo i venditori di emozioni misurabili. Siamo quelli che vi spingono ad andare sempre più spesso nello stesso supermercato e ogni volta uscire con qualcosa di più nel carrello.

Così i punti aumentano. Ci siamo quotati in borsa esattamente un anno fa, novembre 2020, e siamo soddisfatti. La Borsa ci ha dato la patente di azienda certificata, trasparente, finanziabile. E anche notorietà e visibilità, condizioni indispensabili sul mercato estero”.

Un mercato, quello globale, che vede protagonista anche la bresciana
Intred Spa, azienda di telecomunicazioni quotata in borsa dal luglio 2018.

“Mi sono stupito della qualità del nostro azionariato”, spiega l'AD
Daniele Peli, “fra i nostri mille soci, la metà sono internazionali. La stessa Allianz detiene il 4% dell'azienda. La quotazione è stata una mossa strategica e fondamentale per la nostra crescita”.

Fondata nel 1996, quest'anno Intred festeggia i 25 anni di attività con 160 dipendenti, 44mila clienti di cui 12mila business e il resto residenziali. E un bando appena vinto che le consentirà di essere protagonista in tutta la Lombardia per la connessione delle scuole della regione con fibra ottica a 1Giga.

Esperienza simile per la
Neoesperience Spa che nel 2018 era una piccola realtà imprenditoriale con 58 dipendenti, un fatturato di poco più di 6 milioni di euro e nessun asset infrastrutturale.

“Eravamo poco più di una start up”, ricorda
Luigi Linotto presidente di questa realtà che lavora nel digitale e che trasforma l'utilizzo del digitale in vantaggi competitivi per le aziende.

“Sapevamo che per ancorare le nostre potenzialità avevamo bisogno di carburante. Ma avevano uno scarso accesso al credito. Scontavamo una diffidenza da parte del mondo finanziario perché siamo un'azienda che lavora con l'immaterialità. Fondere empatia e tecnologia è il nostro motto.

In più eravamo coscienti che la nostra organizzazione interna aveva ampi spazi di miglioramento. Così abbiamo deciso di quotarci. Sono stati dieci mesi difficili ma dal febbraio 2018 si è innescato un processo virtuoso di crescita che continua anche oggi.

Abbiamo triplicato il fatturato del 2018, in azienda siamo 210, abbiamo un'organizzazione manageriale che ha coinvolto anche i dipendenti. Facciamo squadra. E il mondo finanziario ha smesso di guardarci con diffidenza e curiosità”.