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Vendere l’azienda è davvero l’unica strada?

Quando non c’è una nuova generazione pronta a prendere il testimone, o quando l’impresa ha bisogno di nuovi capitali, competenze e dimensioni per continuare a crescere, arriva il momento di interrogarsi sul futuro. Vendere può essere una possibilità, ma la scelta non riguarda soltanto quote, valutazioni e condizioni economiche. Riguarda ciò che l’impresa rappresenta per chi l’ha costruita, per le persone che ci lavorano e per il territorio in cui è cresciuta.

Due mani che si stringono, accordo riunione

Per i piccoli e medi imprenditori l’azienda non rappresenta solo un patrimonio o un’attività economica: è qualcosa che hanno creato, fatto crescere e plasmato nel corso degli anni. Essa racchiude una parte importante della loro storia personale e familiare. Per questo immaginare di cederla, anche quando le condizioni suggeriscono di prendere in considerazione questa possibilità, non è mai una decisione soltanto economica.
C’è il ti-more di perdere ciò che si è costruito, ma anche la consapevolezza che mantenere tutto immutato non sempre rappresenta la scelta migliore. Un legame molto forte con l’impresa può diventare, in alcuni momenti, anche un limite alla sua evoluzione. 
La domanda da porsi non è “vendo o non vendo?”, ma “che cosa serve alla mia impresa per avere un futuro?”.

L’impresa può cambiare senza perdere la propria storia

Un cambio di proprietà, l’ingresso di un nuovo socio, l’apertura a un investitore o l’affidamento della gestione a un management esterno non significano necessariamente la fine dell’impresa così come è stata conosciuta. L’azienda può trasformarsi per affrontare nuove sfide. Può avere bisogno di capitali per crescere, di competenze manageriali diverse, di una dimensione maggiore per competere oppure di entrare a far parte di una realtà più strutturata.
Le possibilità sono diverse: mantenere la proprietà familiare introducendo un management esterno, aprire il capitale a nuovi soci, aggregarsi con un’altra realtà, cedere una partecipazione oppure valutare la vendita dell’intera azienda. Non esiste una soluzione valida per tutti. Per questo il primo passo è scegliere comprendere quali siano gli obiettivi dell’imprenditore e quali prospettive possa avere l’impresa.

C’è poi una seconda preoccupazione che accompagna spesso queste decisioni: che cosa succederà alle persone che lavorano nell’azienda?
Per molti imprenditori la tutela dell’occupazione rappresenta una priorità. Dietro un’impresa ci sono collaboratori, famiglie, competenze costruite negli anni, fornitori e relazioni con altre realtà del territorio. Anche questo deve entrare nella valutazione. Un’operazione ben costruita non dovrebbe guardare soltanto alla valorizzazione economica dell’azienda, ma anche alle condizioni che possono consentirle di continuare a svilupparsi, mantenere competenze e occupazione e preservare, per quanto possibile, le relazioni costruite con il territorio. Perché un’impresa senza prospettive non impoverisce soltanto chi la possiede. Impoverisce la comunità di cui fa parte.

Prepararsi alla scelta

Solo dopo aver chiarito questi aspetti entrano nel merito le valutazioni economiche, finanziarie e societarie. Quanto vale l’azienda? Qual è il momento più adatto per un’eventuale operazione? È preferibile una cessione totale o parziale? Esistono possibili partner industriali? Quali condizioni possono tutelare maggiormente la continuità dell’attività? Anche una vendita va preparata. Un’impresa organizzata, con una situazione economico-finanziaria solida, ruoli definiti, processi strutturati e prospettive chiare può affrontare una trattativa nelle condizioni migliori e valorizzare adeguatamente ciò che è stato costruito nel tempo.

Il prezzo è naturalmente una componente importante della scelta. Ma arriva all’interno di un percorso più ampio, che parte dalla comprensione degli obiettivi dell’imprenditore e del futuro che immagina per la propria azienda.

Il ruolo di una banca di territorio

È proprio in questa fase che la prossimità assume un significato concreto. Cassa Padana conosce le imprese, gli imprenditori e i territori nei quali opera. Il suo ruolo non è sostituirsi ai professionisti e agli advisor che intervengono nelle diverse fasi di un’operazione, ma ascoltare l’imprenditore, comprenderne gli obiettivi e aiutarlo a mettere in relazione le competenze necessarie per valutare le diverse possibilità.

Attraverso il team Corporate e il coinvolgimento di professionisti e partner qualificati, Cassa Padana può accompagnare l’impresa lungo questo percorso, dalle prime valutazioni fino all’individuazione della soluzione più coerente. Per una banca di credito cooperativo accompagnare un imprenditore anche nella scelta di vendere la propria azienda significa contribuire a creare le condizioni perché il valore costruito negli anni non vada disperso: tutelando, per quanto possibile, il lavoro delle persone, le relazioni con gli stakeholder locali e la capacità dell’impresa di continuare a gene-rare opportunità.

Per informazioni o per prenotare una consulenza: corporate@cassapadana.it

 

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