09 settembre 2021
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Cascina Marasco, un sogno che diventerà realtà

Una storia che non parla solo di grano, di farina e di pane. Racconta di amore e amicizia. E dell'impegno di molti, fra cui Cassa Padana, attorno a un progetto di imprenditorialità e solidarietà.

Vista Cascina Mobile

Cremona. È germogliata in seno alla pianura cremonese la neonata cooperativa agricola e sociale “Cascina Marasco”.

È nata in seno ad Agropolis, la Onlus cha dal 1990 è una solida realtà del volontariato cremonese, impegnata sul piano educativo e formativo nel promuovere servizi e azioni a favore di persone diversamente abili e delle loro famiglie. E alla quale Cassa Padana è vicina da molti anni.

Si è presentata alle porte della primavera la cooperativa Marasco, nei giorni della rinascita della natura, con un cesto carico di ambiziosi sogni che raccontano di terra, di grano, di farina e di pane, da sviluppare nell’immediato futuro, divenendo così sinonimo di resilienza in risposa ai lunghi e logoranti giorni della pandemia.

– La storia che raccontiamo non parla solo di grano, di farina e di pane. Racconta dell’amore e dell’amicizia – afferma Tomaso Tavella presidente della cooperativa Marasco – Amore nei confronti della natura, amore verso gli altri e verso noi stessi. Parla dell’amicizia che lega chi ha deciso di dare vita alla cooperativa agricola e sociale “Cascina Marasco” e racconta dell’amicizia “che verrà” grazie a tutti coloro che in futuro vorranno contribuire con il loro impegno a questo progetto, denominato AgroXAgro, che è sociale prima ancora che agricolo  Una amicizia che sogna anche con l’impegno di Cassa Padana che sin dalla nascita ha accompagnato il cammino di Agropolis e dei progetto sociali sul territorio.

Alla base di tutto il progetto della nativa cooperativa Marasco c’è un unico, grande desiderio: praticare lo sviluppo sostenibile attraverso un’esperienza che integri nel concetto di “sostenibile” non solo il rispetto ambientale ma anche il benessere di tutti gli esseri viventi, la cultura della diversità, il diritto alla bellezza, il valore delle tradizioni, il recupero di un rapporto fecondo tra le generazioni, il rispetto per i cicli che scandiscono la vita della Terra e degli uomini, la relazione tra alimentazione e salute.

Coltivare grani antichi nei campi intorno alla “Cascina Marasco” per trasformarli sul posto in farina macinata a pietra e poi in pane agricolo: tutto questo è solo un aspetto del cammino che stanno percorrendo.

Avvicinare il mondo della produzione agricola a quello del consumo in una logica di partecipazione attiva e di crescita reciproca. È questo che si sono impegnati a fare non solo attraverso prodotti genuini, biologici e sani, come è il pane di Agro, ma anche promuovendo e realizzando momenti formativi sull’arte bianca, sui metodi naturali di coltivazione del grano e sui corretti stili di vita che hanno nell’alimentazione un punto essenziale.

Dare vita al fine ad una filiera corta e sostenibile che produca grano bio, farina macinata a pietra e pane agricolo, coinvolgere nelle attività anche lavoratori in svantaggio sociale, promuovere a Cremona corsi e formazione sull’arte bianca, sui metodi naturali di coltivazione e sui corretti stili di vita che hanno nell’alimentazione un punto essenziale, generare benessere sociale, avvicinare il mondo della produzione agricola a quello del consumo.

– Ma c’è di più – continua Tomaso Tavella – La nostra storia non nasce dal nulla. Trae forza e ispirazione da una bellissima esperienza sociale di Agropolis Onlus. La cooperativa agricola e sociale “Cascina Marasco” nasce proprio per coinvolgere tutti in modo inclusivo nelle sue attività in un progetto aperto di filiera corta e sostenibile e di cascina didattica. E nasce non per distribuire utili ma benessere sociale. Ecco perché grano, farina e pane non sono gli unici ingredienti di questa bella storia cremonese.-

Un sogno che si sta realizzando anche grazie agli “amici” che si sono affiancati al progetto: la Fondazione Cariplo con il bando “Coltivare Valore” per un pane dal forte valore simbolico. 

Cassa Padana che ha assicurato il finanziamento necessario alla ristrutturazione dell’edificio che ospiterà il molino a pietra e il laboratorio del pane.

Alberto Antolini che della ditta Ocrim, ha fatto uscire un molino con i palmenti in pietra per la macinazione naturale.

Nella cordata dell’amicizia anche la provvidenza ha messo del suo facendo incontrare alla cooperativa Davide Maffezzoni, da anni esperto panificatore cremonese, proseguirà la sua attività a Cascina Marasco dove sono previsti anche laboratori e corsi di panificazione.
In fine ma non per ultimo l’entusiasmo degli agricoltori confinanti alla cascina Marasco che daranno alcuni appezzamenti di terra per dare consistenza alla coltivazione del grano del progetto AgroXAgro.

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