Come si costruisce un territorio capace di generare futuro?
Giovani, cooperazione e Credito Cooperativo al centro del confronto promosso da Cassa Padana e Hub della Conoscenza.
È questa la domanda che ha guidato il primo appuntamento del ciclo di incontri promosso da Cassa Padana, Hub della Conoscenza, Giornale di Brescia e Federazione Lombarda BCC, dedicati ai temi che stanno trasformando imprese, comunità e territorio.
Il 18 giugno, presso Sala Libretti del Giornale di Brescia, si è svolto il primo evento dal titolo “Restare o partire? Cosa pensano davvero le nuove generazioni”. Un confronto per comprendere quali condizioni possano rendere una comunità capace di attrarre, coinvolgere e valorizzare le nuove generazioni.
Un tema che riguarda imprese, istituzioni, cooperazione e Credito Cooperativo, chiamati a contribuire alla costruzione di uno sviluppo condiviso e sostenibile.
Il confronto ha preso avvio dai risultati del sondaggio Next Gen Power, realizzato dall'Hub della Conoscenza con il supporto di Fondazione Politecnico Milano, che ha coinvolto oltre 6.000 studenti, restituendo l’immagine di una generazione diversa da quella spesso raccontata attraverso stereotipi e pregiudizi: consapevole, pragmatica, attenta alla qualità della vita, desiderosa di contribuire e di partecipare alla costruzione del proprio futuro.
A portare la voce dei giovani la studentessa Sara Olivetti, che ha evidenziato come le nuove generazioni cerchino oltre ad opportunità professionali, relazioni significative, fiducia, equilibrio tra vita e lavoro e la possibilità di esprimere il proprio potenziale all’interno di aziende e comunità accoglienti e dinamiche.
Su questo tema si è innestata la testimonianza di Giulia Zanoni, rappresentante del movimento dei Giovani Soci del Credito Cooperativo, che ha ricordato come i giovani non vogliano essere solo destinatari di iniziative, ma protagonisti della vita nei propri territori. Le banche di Credito Cooperativo, ha sottolineato Giulia, possono rappresentare luoghi di partecipazione, confronto e crescita, dove il valore si misura non solo nei risultati economici, ma anche nella qualità delle relazioni e nell’impatto generato sul territorio.
Il dibattito ha quindi allargato lo sguardo al ruolo che il Credito Cooperativo e la cooperazione possono svolgere nello sviluppo delle comunità.
Per Alessandro Azzi, Presidente della Federazione Lombarda BCC, la sfida consiste nel comprendere il mondo attraverso lo sguardo delle nuove generazioni. In un contesto in cui molti giovani percepiscono altrove maggiori opportunità, il Credito Cooperativo è chiamato a rafforzare la propria funzione di agente di sviluppo locale, creando le condizioni affinché i territori siano capaci di attrarre talenti, generare fiducia e offrire prospettive. Una missione che appartiene da sempre all’identità delle BCC e che oggi richiede nuove forme di ascolto, partecipazione ed educazione.

Da sinistra verso destra: Alessandro Azzi, Nunzia Vallini, Giuliano Noci e Michele Pasinetti
Michele Pasinetti, Vicepresidente e Segretario Generale di Confcooperative Brescia, ha richiamato il valore della partecipazione come esercizio concreto di cittadinanza e democrazia economica. Partecipare significa dedicare tempo, ascoltare e costruire insieme. La cooperazione rappresenta uno spazio in cui il lavoro torna a essere fonte di significato, relazione e benessere, contribuendo a rafforzare la coesione sociale e a contrastare le fragilità che interessano un numero crescente di giovani.
Le riflessioni emerse nel corso dell’incontro hanno trovato sintesi nelle parole di Giuliano Noci, Direttore dell’Hub della Conoscenza e Prorettore del Politecnico di Milano: “I giovani sono molto più di ciò che pensiamo. Hanno consapevolezza, responsabilità e desiderio di contribuire. Dobbiamo coinvolgere gli abitanti del futuro nella costruzione del futuro.”
Un invito ad andare oltre gli stereotipi e a riconoscere nelle nuove generazioni una risorsa fondamentale per lo sviluppo dei territori. Noci ha inoltre evidenziato come la società stia progressivamente perdendo il senso della dimensione collettiva proprio mentre i modelli economici e tecnologici più avanzati si fondano sulla capacità di creare connessioni e generare valore attraverso la collaborazione. In questo scenario, il Credito Cooperativo rappresenta una risorsa preziosa per accompagnare i processi di trasformazione, perché interpreta una funzione che va oltre l’intermediazione finanziaria, diventando un vero e proprio “orchestratore del cambiamento”, capace di mettere in relazione persone, imprese, istituzioni e comunità per costruire sviluppo, fiducia e coesione sociale.
La moderazione di Nunzia Vallini ha favorito un confronto aperto e concreto, capace di far emergere prospettive diverse ma accomunate dalla volontà di costruire il futuro attraverso l’ascolto, la partecipazione e la collaborazione.
Il confronto ha confermato come il futuro dei territori non si costruisca per i giovani, ma insieme ai giovani. Un percorso nel quale il Credito Cooperativo e la cooperazione possono continuare a rappresentare un punto di riferimento, promuovendo partecipazione, responsabilità condivisa e sviluppo sostenibile.
Il ciclo di incontri promosso da Cassa Padana, Hub della Conoscenza, Federazione Lombarda BCC e Giornale di Brescia nasce con l'obiettivo di creare occasioni di confronto sui temi che stanno trasformando imprese, comunità e territori, mettendo in dialogo il mondo della ricerca, delle istituzioni, della cooperazione, del credito e delle nuove generazioni.