12 dicembre 2025
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Pagamenti POS: scatta l’obbligo di integrazione con i registratori telematici

A partire dal 2026, con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio, i terminali POS dovranno essere collegati ai registratori telematici sul Portale dell’Agenzia delle Entrate. Questo nuovo obbligo mira a tracciare con maggiore precisione le transazioni e a contrastare l’evasione fiscale.

Pagamento POS 1

La Legge di Bilancio 2025, introdotta dal governo italiano a gennaio 2025, introduce importanti novità nel settore commerciale, in particolare per i negozi fisici.

Il comma 1 dell’art. 9 del Ddl 2025 stabilisce che, a partire dal 1° gennaio 2026, tutti gli esercenti, che utilizzano terminali POS, dovranno provvedere direttamente all’integrazione tra i registratori telematici e gli strumenti di pagamento elettronico.

Questo sistema permetterà all’Agenzia delle Entrate di ricevere con precisione i dati relativi all’importo complessivo delle transazioni elettroniche registrate quotidianamente dagli esercenti.

Con l’evoluzione delle abitudini di spesa dei consumatori e l’adozione sempre più diffusa di carte di credito e di debito, a cui si aggiungono i wallet, questa misura rappresenta uno strumento efficace per monitorare gli incassi e individuare eventuali discrepanze tra le vendite e gli scontrini emessi dai commercianti.

Per affrontare al meglio questo cambiamento, è importante dotarsi di soluzioni POS moderne e affidabili, che aiutano le attività a gestire i pagamenti in modo semplice, sicuro e in linea con le nuove disposizioni. 

Il 31 ottobre scorso l’Agenzia delle Entrate ha reso note le linee operative per il nuovo obbligo nei pagamenti POS che sarà effettivo da marzo 2026. Lo ha fatto pubblicando il provvedimento n.424470 che spiega come sarà l’integrazione tra i registratori telematici e gli strumenti di pagamento elettronico.

L’integrazione avverrà direttamente nel portale dell’Agenzia delle Entrate una volta effettuato l’accesso dall’area “Fatture e Corrispettivi”. L’esercente dovrà associare il codice univoco del registratore telematico con il dato identificativo di ciascuno dispositivo di pagamento elettronico, per agevolare l’associazione la procedura proporrà i servizi di pagamento di cui risulta titolare l’esercente, Worldline nel nostro caso (codice terminale TML disponibile sullo scontrino e sul portale Byond). È inoltre richiesto di specificare l’indirizzo del punto vendita dove sono ubicati i terminali.

I commercianti che sono soliti accedere al portale dall’Agenzia delle Entrate per registrare e inviare i dati delle vendite giornaliere potranno effettuare il collegamento all’interno della stessa procedura senza cliccare su “Fatture e Corrispettivi”.

Questa procedura vale anche per le soluzioni che hanno già in essere un’integrazione Software o un collegamento tra il POS e la Cassa, incluso il cosiddetto Servizio di Scambio Importo, che permettono una più lineare riconciliazione contabile. L’ Agenzia delle Entrate comunicherà prossimamente quando la procedura sopra descritta sarà resa disponibile sul Portale.

Per effettuare il collegamento le scadenze imposte dal Fisco variano a seconda della data di utilizzo del POS. Per dispositivi in uso al 1° gennaio 2026 o attivati entro il 31 gennaio 2026, la registrazione deve avvenire entro 45 giorni dalla messa online del servizio di pagamento.

Con questo nuovo obbligo l’Agenzia delle Entrate mira a rafforzare la tracciabilità dei pagamenti tramite POS con l’obiettivo di ottenere un quadro più chiaro e coerente tra le transazioni POS e le vendite rilevate dai registratori di cassa. Si tratta di un passo in avanti nella lotta all’evasione fiscale e verso una maggior integrazione tra i dati in seno alla PA.

L’adeguamento rapido alle nuove regole sulla tracciabilità dei pagamenti non rappresenta solo un obbligo: è anche un’opportunità di crescita per imprese ed esercenti. Chi si adegua può anticipare la concorrenza, aumentare la trasparenza nella gestione dei pagamenti e rafforzare la fiducia dei clienti grazie a transazioni più rapide, sicure e senza interruzioni. L’utilizzo di tecnologie avanzate contribuisce anche a migliorare la percezione dell’esperienza da parte dei clienti.

Dal punto di vista operativo, l’integrazione automatica dei dati con il portale dell’Agenzia delle Entrate semplifica molti processi, riducendo il lavoro manuale ed eliminando gli errori umani, con un conseguente risparmio di tempo. Questo efficientamento consente di allocare meglio le risorse, generando un valore aggiunto per l’esercente.

Il nuovo obbligo coinvolgerà tutti gli esercenti, dalle imprese artigiane alle grandi catene commerciali, che utilizzano terminali di pagamento POS e sono tenuti a emettere scontrini fiscali.

Gli inadempienti che non rispetteranno la normativa, omettendo o ritardando la trasmissione dei dati, o che comunicheranno informazioni incomplete o false, saranno soggetti a una sanzione amministrativa di 100 euro per ogni trasmissione errata, con un massimo di 1.000 euro per trimestre.

La lettera b del comma 2, inoltre, prevede una sanzione amministrativa dai 1.000 ai 4.000 euro per tutti gli esercenti che non installeranno apparecchi per l’emissione dello scontrino fiscale o che non collegheranno il POS alla cassa.

Infine, la lettera b del comma 3, in conformità all’articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, dispone la sospensione della licenza e dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività qualora non venga effettuato il collegamento tra POS e registratori telematici.

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