M'illumino di meno: Cassa Padana e Gruppo Cassa Centrale in prima linea per il risparmio energetico
In occasione della XXII Giornata di risparmio energetico, Cassa Padana ha aderito al progetto TERRE RARE dell’associazione bresciana 5R ZERO SPRECHI con l’attivazione di un punto di raccolta per cellulari e tablet non più utilizzati, posizionato all’ingresso della filiale di Leno Sede.
Il Gruppo Cassa Centrale aderisce anche quest'anno a “M’illumino di meno”, l’iniziativa ideata da RaiRadio2 e dalla trasmissione Caterpillar, giunta alla sua 22° edizione che coincide con la Giornata del risparmio energetico che cade il 16 febbraio. La volontà è quella di fare la propria parte nella promozione di semplici azioni quotidiane capaci di rendere sempre più concreta la transizione verso una concreta sostenibilità ecologica.
Con alcune “pillole di sostenibilità" il nostro Gruppo e noi di Cassa Padana invitiamo tutti, per primi noi stessi, a riflettere e ad agire per integrare nella propria routine abitudini sostenibili capaci di guidare il cambiamento.
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Addio alla plastica usa e getta, scegli alternative riutilizzabili e durature;
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Riduci il consumo energetico e lo spreco di acqua a casa e in ufficio, spegni le luci inutili, regola il riscaldamento ed evita di lasciare il rubinetto aperto quando non necessario;
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Muoviti a impatto quasi zero, cammina, usa la bicicletta o prendi i mezzi pubblici, anche in viaggio! Prediligi escursioni locali e strutture ecofriendly;
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Riduci l’impatto delle pulizie, utilizza prodotti naturali come aceto, bicarbonato e limone invece di detergenti chimici;
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Dai nuova vita agli oggetti, scambiali con amici o riutilizzali creativamente, realizza doni creativi fatti a mano con materiali naturali;
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Riduci i rifiuti domestici ed evita gli sprechi a tavola, organizza il frigo e la dispensa con intelligenza.
Non solo suggerimenti e consigli. In occasione della Giornata e per contribuire concretamente all'obiettivo di risparmio energetico, Cassa Padana ha aderito al progetto TERRE RARE dell’associazione 5R ZERO SPRECHI che opera sul territorio bresciano con diversi progetti, tutti rivolti alla sostenibilità ambientale e sociale.
Lo fa con le scuole e gli oratori tramite percorsi volti a ridurre gli sprechi, anche quelli alimentari, ed all’educazione per la gestione responsabile dei rifiuti.
Lo fa con le comunità, trasformando zone degradate con la creazione di boschi didattici o con percorsi di raccolta plastic free.
Lo sta facendo con i comuni e le imprese appunto con la campagna TERRE RARE, il cui obiettivo è quello di affrontare in modo consapevole il problema ambientale e sociale delle terre rare attraverso il recupero ed il riutilizzo di materiali preziosi, ma altamente pericolosi, presenti in dispositivi come cellulari e tablet. L’estrazione di queste ‘terre rare’ ha effetti ambientali devastanti in diverse parti del mondo, tra cui la deforestazione e l’inquinamento del suolo. Senza pensare che spesso coinvolge anche il lavoro minorile.
L’iniziativa è presidiata dal Jane Goodall Institute - l'istituto di ricerca che fa capo alla famosa antropologa britannica, venuta a mancare a fine 2025 - di cui l’associazione 5R ha mandato per la provincia di Brescia.
La campagna promuove:
-la riparazione dei dispositivi anziché gettarli per ridurre i rifiuti;
-la creazione di punti di raccolta per cellulari e tablet non più utilizzati;
-il recupero di questi dispositivi da parte del Jane Goodall Institute per tramite delle diverse associazioni in convenzione;
-la devoluzione di tutto il ricavato al Sanganigwa Children’s Home, orfanotrofio in Tanzania, con il coinvolgimento dell’Unicef-Comitato provinciale di Brescia.
Nel corso di questi anni, una quindicina tra comuni, biblioteche e imprese hanno aderito e molte altre si stanno aggiungendo in modo da coprire l’intera provincia.
Cassa Padana ha aderito al progetto con l’attivazione di un punto di raccolta per cellulari e tablet non più utilizzati, posizionato all’ingresso della filiale di Leno Sede, in piazza Dominato Leonense 3. Il contenitore messo a disposizione per la raccolta è frutto anch’esso di recupero da parte di aziende che si occupano di attività manifatturiera.