05 gennaio 2026
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Le stagioni di un vecchio lunario: ricordando don Luisito

Cassa Padana e Proloco di Vescovato ricordano il prete operaio, a quattordici anni dalla morte, con un appuntamento legato a uno dei suoi libri più emozionanti.

Luisito Bianchi

Sono trascorsi ormai quattordici anni da quando Luisito Bianchi non è più tra noi: era il 5 gennaio 2012 quando veniva a mancare, a quasi 85 anni. Eppure, ogni volta che lo si ricorda, la sua forza e la sua passione per la vita e per la gratuità sono presenze costanti.

Sacerdote e scrittore, Luisito Bianchi è stata una delle figure più singolari della cultura cristiana degli ultimi cinquant’anni. Classe 1927, è stato un uomo che ha fatto del concetto di gratuità un vero e proprio stile di vita. Dopo la sua ordinazione sacerdotale, infatti, Luisito ha rifiutato il compenso da parte della Chiesa Cattolica per la sua attività ministeriale.

E’ stato quindi prete-lavoratore, dapprima operaio presso la Montedison, e poi inserviente in ospedale. Ha scritto numerosi libri, sia raccolte di poesia che romanzi; tra questi trova particolare rilievo “La messa dell’uomo disarmato”, romanzo sulla Resistenza partigiana combattuta nelle campagne della pianura padana.

Cassa Padana e Proloco di Vescovato ricordano don Luisito a quattro anni dalla morte con un appuntamento fra musica e parole legato a uno dei suoi libri più emozionanti, "Le quattro stagioni di un vecchio lunario".

In questo libro, Luisito Bianchi - vissuto appunto in questo paese della piana lombarda "dallo scanzonato e solenne nome di Vescovato" - trasforma la sua infanzia e giovinezza contadina in racconto.

Ne ricava un lunario, un calendario di storie - in cui le stagioni dell'uomo sono quelle scandite dai ritmi della terra - che il lettore scopre con sorpresa vicine e, soprattutto, liete. Ripercorrere il proprio passato è per l'autore un modo di esprimere gratitudine alla vita. Queste pagine, dice, sono "a forma di dittico, ossia di due ante che si aprono e chiudono quando si vuole".

Nella prima anta, Le quattro stagioni d'un vecchio lunario, si legge "un grazie avvolto nella letizia dei giochi d'infanzia, quando non c'era giorno che non fosse gioco; nella seconda, Piccoli schizzi di care memorie, il grazie assume il volto di personaggi, di persone care, di luoghi".


Dopo la scomparsa di don Luisito, Fondazione Dominato Leonense e Cassa Padana si sono interessate affinché il patrimonio culturale di Luisito Bianchi non andasse perduto o dimenticato.

L’anno successivo la Fondazione ha ricevuto in donazione dagli eredi la casa natale di Vescovato, in provincia di Cremona, ed è stato costituito il Comitato “Doreàn” – Fondo Luisito Bianchi, che si occupa attivamente di gestire e divulgare l’immenso patrimonio di scritti e di valori del prete cremonese.

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