25 novembre 2025
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La violenza si combatte insieme

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, come Gruppo Cassa Centrale e come Cassa Padana ribadiamo con forza che siamo parte di una comunità che protegge, sostiene e promuove pari opportunità. Insieme anche contro la violenza economica.

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76 femminicidi dall'inizio dell'anno. A questa ecatombe si aggiungono altri 67 tentati femminicidi riportati nelle cronache online di media nazionali e locali. Omicidi avvenuti in 15 Regioni, 42 Province e 70 città in tutta Italia. Quasi due terzi (65%) dei casi in Lombardia, Campania, Toscana, Emilia Romagna e Lazio.

Nei casi accertati di omicidio, il colpevole o presunto tale per le informazioni al momento disponibili ha un’età media di 53 anni. Il più giovane aveva 19 anni al momento del delitto, il più anziano 92.

25 uomini colpevoli si sono suicidati subito dopo aver compiuto l’omicidio. Ciò significa che non sarà possibile procedere per via giudiziaria e dunque attestare la gravità del gesto e le motivazioni di genere e patriarcali della violenza espressa. Altri 6 uomini colpevoli hanno tentato di togliersi la vita.

Nella quasi totalità dei casi, l’assassino era conosciuto dalla persona uccisa. In 49% dei casi l’assassino era il marito, il partner, il convivente (38 casi). In 18 casi, a compiere il gesto è stato l’ex partner da cui la persona uccisa si era separata o aveva espresso l’intenzione di separarsi. In 11 casi, l’omicida è il figlio. Negli altri casi la relazione con la vittima era: amico, nipote, cliente, o conoscente.

Sono questi gli ultimi dati dell'Osservatorio Nazionale dell'associazione Non Una di Meno che ogni mese aggiorna il tragico elenco.

Dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin e di troppe altre, siamo ancora qui a ripetere le stesse parole, a scendere in strada, a trovare con noi a manifestare migliaia di giovani che anche autonomamente occupano le scuole, scioperano perché la violenza attraversa i loro spazi, le scuole, le famiglie e ora hanno le parole per protestare: femminismo/transfemminismo, patriarcato, maschilità tossica.

Le forme di violenza esercitate sulle donne sono diverse, ma hanno come matrice comune l'esercizio del potere da parte degli uomini. L' abuso può essere di diversa natura mentale, fisica, economica o sessuale.

Secondo l'OMS, nel mondo, tra le donne di età superiore ai 15 anni, una su tre ha subito una forma di violenza. Sappiamo che le forme di violenza difficilmente si presentano da sole. Tutte le ricerche in merito hanno evidenziano che la maggior parte delle vittime non ne subisce una sola. 
La violenza sessuale si conferma un problema significativo, con il 246 mila donne (1,2%) che hanno subìto stupri o tentati stupri.

Non meno problematica la violenza psicologica: Il 32% delle donne nell'UE ha subito violenza psicologica da parte di un partner intimo nel corso della propria vita, evidenziando la difficoltà delle vittime a rivelare la propria esperienza e a chiedere aiuto.

Ma c'è anche una forma più subdola di violenza, più invisibile, meno dibattuta e socialmente accettata: la violenza economica. Perché l'indipendenza economica e la gestione autonoma delle proprie finanze sono elementi fondamentali per garantire l’autodeterminazione delle donne e prevenire e contrastare altri fenomeni di violenza. 

Secondo il rapporto “Ciò che è tuo è mio. Fare i conti con la violenza economica” di Weworld, il 49% delle donne intervistate dichiara di aver subito violenza economica almeno una volta nella vita, percentuale che sale al 67% tra le donne divorziate o separate; più di 1 donna separata o divorziata su 4 (28%) dichiara di aver subito decisioni finanziarie prese dal partner senza essere stata consultata prima.

Eppure, la violenza economica è considerata “molto grave” solo dal 59% dei cittadini/e.

Un tempo considerata una forma di abuso emotivo o psicologico, oggi la violenza economica è riconosciuta come un tipo distinto di violenza, con cui si intendono tutti i comportamenti per controllare l’abilità della donna di acquisire, utilizzare e mantenere risorse economiche. Questo tipo di violenza viene messo in atto soprattutto all’interno di relazioni intime e/o familiari e spesso la violenza economica è parte di un più ampio ciclo di violenza intima o familiare (fisica, psicologica, sessuale, ecc.).

Come Gruppo Cassa Centrale, come Cassa Padana, siamo parte di una comunità che protegge, sostiene e promuove pari opportunità: la violenza si combatte insieme.

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