Sul cammino di San Francesco, con una gamba e due stampelle

Avvicinare sempre più persone disabili allo sport anche attraverso attività apparentemente semplici come un cammino.

E far si che anche attraverso lo sport ogni esistenza diventi un modello di resilienza e superi le difficoltà che la vita stessa ci pone.

Andrea Devicenzi sa bene cosa significa resilienza. Un grave incidente l’ha privato di una gamba ma lui non ha mollato.

Lui non molla mai.

E oggi, con un nuovo sito – Viagginganba.it, messo a punto dalla redazione di Popolis di Cassa Padana – Andrea ha deciso di condividere le proprie esperienze, raccontate attraverso foto, video e testi, per aiutare a trarne motivazione ed ispirazione.

Devicenzi – che non è nuovo a collaborazioni con Cassa Padana, Popolis e Fondazione Dominato Leonense – ho praticato tantissimi sport, dal calcio all’atletica, dal ciclismo al triathlon, nei modi più diversi, amatorialmente ed agonisticamente, in Italia e nel Mondo.

La svolta decisiva è stata sulla strada carrozzabile più alta del mondo, nel 2010 in India, dove per la prima volta lui, atleta diversamente abile, è diventato l’atleta di ciclismo estremo a 360°, normodotato.

In quel luogo ai confini del mondo ha capito che i limiti che le persone si impongono vengono spesso e volentieri dalla nostra mente. Così in questi otto anni ha compiuto altre importanti esperienze – dal Perù a Capo Nord – che hanno sondato sempre più i suoi limiti, cambiando in meglio la sua vita.

Ultima sfida, in ordine di tempo, sarà La Via di Francesco, un unico cammino per raggiungere Assisi, calcando i passi di San Francesco, partendo da Nord (La Verna) e approdando a Sud (Roma)
. Dall’8 settembre al 2 ottobre.

È un itinerario che collega tra loro alcuni luoghi che testimoniano la vita e la predicazione del Santo di Assisi; un cammino di pellegrinaggio, che intende riproporre l’esperienza francescana nelle terre che il Poverello ha calcato nelle sue itineranze.

“I valori del cammino sono molteplici”, spiega Andrea Devicenzi, “ancora una volta impareremo a distinguere tra superfluo e necessario.  Scopriremo il silenzio, l’ascolto del proprio passo, il respiro, i suoni della natura. Valorizzeremo l’incontro perché è l’incontro il vero valore del cammino, l’incontro con la natura fuori e dentro di noi, l’incontro con chi vive in modo semplice che ha tanto da insegnarci, l’incontro con chi vive in luoghi diversi dai nostri, l’incontro con persone speciali che hanno avuto il coraggio di scelte di vita controcorrente. Accetteremo gli imprevisti, che spesso hanno qualcosa da insegnarci.  Non correremo, per scoprire la pace interiore della lentezza consapevole”.

Il Cammino di Francesco, circa 500 Km in 25 giorni questo è il prossimo obiettivo di Devicenzi e del suo team. E una volta concluso si portare questa esperienza nelle scuole come testimonianza di resilienza: “Cinquanta istituti “cammineranno con noi”, vivendo con filmati e testimonianze, il viaggio di un mese fatto con “una gamba e due stampelle” .