L’isola dei monasteri, fra monache e libertà: un nuovo progetto storico per Cremona

A cura di Valerio Gardoni

C’è un angolo del centro storico della città di Cremona che chiamano “l’Isola dei Monasteri”.

La storia racconta che la vita monastica fu alquanto viva sulle rive del grande fiume, tanto che si contavano al tempo una sessantina monasteri e priorati, in gran parte governati da una delle forme della regola di san Benedetto.

Ben pochi sono arrivato ai nostri giorni. Le litanie monacali si sono disperse, a testimoniare quel periodo fulgente per l’ora et labora, rimangono i grandi complessi architettonici che a Cremona sono ora sede di uffici, dimore, caserme o cadono in abbandono.

Ma ora c’è un progetto che darà nuova vita e valore storico e architettonico ai complessi monacali. Una bella chance per far emergere dalle carte un mondo di donne, e di uomini, che altrimenti sarebbe rimasto ignoto e inascoltato, con l’obiettivo di valorizzare un’area monumentale assai significativa, oggi troppo trascurata.

Sabato 6 aprile alle ore 17,15 presso la sala conferenze della Società Filodrammatici nell’omonima piazza, in cui verrà presentato Monache e libertà a Cremona: l’Isola dei Monasteri a cura di Beatrice Del Bo e don Andrea Foglia. Introduce Maria Luisa Betri. L’evento, a cura della Società Storica Cremonese, è sostenuto da Cassa Padana.

“I monasteri di San Benedetto, di Santa Chiara, dell’Annunziata, del Corpus Domini e di Santa Monica”, spiegano Del Bo e Foglia, “costituiscono un patrimonio civico cremonese salvato dalla demolizione grazie all’imposizione di un vincolo monumentale nel 1971.

In realtà, tuttavia, essi non sono salvi: taluni giacciono in stato di parziale abbandono non soltanto dal punto di vista architettonico, ma soprattutto da quello della memoria storica. L’iniziativa che si presenta oggi intende costituire un primo argine a tale decadimento poiché ci si propone di recuperare e ricostruire la storia, il significato e la pregnanza della presenza di tali comunità religiose femminili in città (XII-XV secolo).

Le cinque istituzioni religiose saranno indagate non soltanto nei loro rapporti con i poteri locali e regionali, specie con la dinastia sforzesca per quel che concerne Santa Monica e il Corpus Domini, ma nella composizione della comunità monastica, negli aspetti culturali in senso ampio, con particolare insistenza sui profili bio/prosopografici delle religiose.

“Non si può infatti trascurare”, aggiungono i curatori del progetto, “che per l’età medievale, anche avanzata come quella che si prenderà qui in considerazione, e per la prima età moderna, i cenobi per le donne potessero costituire un’occasione di istruzione e di libertà, anche in conseguenza, e non, come si è portati a credere, soltanto un allontanamento coatto dal mondo, una “clausura”.

Si metteranno in luce tanto la dissolutezza delle religiose del monastero cistercense di San Giovanni della Colomba, unito “per oviare li abusi e scandali che correvano nel suddetto monastero” a Santa Monica, quanto la santità (per esempio, il caso tardo di suor Angela Serafina Pasini del Corpus Domini XVI s.), sia i profili delle dame Pallavicino monache del Corpo di Cristo (XV secolo) e delle giovani fanciulle dei Raimondi, le sorelle Angela, Arcangela e Laura, sia la biografia di Francesca Bianca Sforza, tutte professe in Santa Monica (XV secolo).”

Monache e libertà a Cremona: l’Isola dei Monasteri

Sabato 6 aprile 2019, ore 17,15
Sala conferenze della Società Filodrammatici
piazza Società Filodrammatici, Cremona

Interventi
Beatrice Del Bo e don Andrea Foglia, curatori del progetto
Introduzione: Maria Luisa Betri

A cura della Società Storica Cremonese