L’impresa responsabile: cosa cambia con la riforma? Seminario a Leno

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Una delle novità più recenti e importanti nel campo del diritto societario e dell’amministrazione aziendale è rappresentata dal “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza” (D. Lgs 12.01.19 n. 14 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14.02.19) varato un anno fa e che entrerà in vigore a tutti gli effetti il prossimo agosto.

Il nuovo Codice  ha l’obiettivo principale di anticipare l’emergere di situazioni di crisi ed estende gli “Early Warning”, in italiano l'”allerta precoce” alle dinamiche di gestione aziendale.

Tutto ciò per prevedere e alcuni casi anche prevenire un possibile stato di insolvenza, introducendo una procedura di composizione assistita e una di allerta che abbia solide basi legate agli obblighi organizzativi- in carico all’imprenditore – e quelli di segnalazione di cui sono responsabili alcuni soggetti, fra cui le banche.

Quali sono le conseguenze concrete per le imprese? Cosa cambia nella stessa gestione dell’impresa? Quali sono le figure professionali idonee ad affiancare l’imprenditore in questo momento di difficoltà e scelte complesse? E infine, come cambia il rapporto con le banche?

E’ questo il cuore del seminario in calendario il 4 febbraio dalle ore 17 e ospitato al Forum di Cassa Padana in piazza Dominato Leonense a Leno, nella bassa bresciana.

Un incontro necessario, che giunge dopo un 2019 durante il quale Cassa Padana ha promosso altri appuntamenti sempre con il focus sulla riforma della gestione di impresa e che è organizzato in collaborazione con Good Partners Srl e Consorzio Lavora e Produce.

Meglio prevenire che curare. La crisi di un’azienda può essere infatti paragonata all’inizio di una malattia. Se quando comincia a insorgere, i primi sintomi vengono sottovalutati, la malattia cresce e si sviluppa. E alla fine esplode rischiando di creare danni irreversibili.

In ogni azienda, quindi, servirebbero dei dottori in grado di formulare diagnosi corrette e offrire cure concrete. Prima che la malattia si propaghi.

Il nuovo Codice della crisi di impresa  impone alle aziende di dotarsi di figure in grado di far emergere la possibile crisi ancor prima che si manifesti. E affianca all’insolvenza dell’azienda, anche la gestione della crisi, fin dalle prime avvisaglie, cercando di attuare il principio che prevenire è meglio che curare.

Sul fronte bancario, gli istituti di credito sono chiamati a valutare gli “idonei assetti organizzativi, amministrativi e contabili dell’impresa cliente” in via preventiva, per non rischiare di incorrere in co-responsabilità patrimoniali in caso di fallimento della società.

Se il Codice della crisi di impresa impone nuove regole alle aziende, la nuova Normativa bancaria, nella fattispecie il nuovo principio contabile IFRS9 entrato in vigore il 1 gennaio 2018, opera nella medesima direzione.

Ciò significa che le banche devono dotarsi di regole e automatismi atti a intercettare segnali di crisi nelle aziende finanziate e di deterioramento del merito creditizio rispetto all’originaria concessione e di conseguenza fare accantonamenti preventivi a supporto di quella linea di credito oggetto di deterioramento (in gergo “expected Loss”).

Da un lato il nuovo Codice della crisi e dall’altro i nuovi principi contabili cambiano per sempre il rapporto fra banca e impresa.

Il rapporto si fa più stretto e gli imprenditori devono interpretare il ruolo della banca più come un partner che una controparte. Perché se si interviene in tempo sulla crisi, la banca può continuare a sostenere il cliente e la sua azienda. Una sorta di auto reciproco per impedire a entrambi – aziende e banche – di disperdere valore.

Le iscrizioni sono chiuse.