Le mura di Verona: storia di un capolavoro d’arte militare

Cos’è rimasto delle mura di Gallieno, le antiche mura imperiali? Perché dopo la morte di Cangrande della Scala Verona subì il ‘guasto’, ossia la demolizione, per circa un chilometro, di tutto quello che si trova fuori dalle mura? E ancora: quanta parte dei sotterranei delle mura austriache è ad oggi visitabile?

A queste domande risponde il libro Le mura di Verona. Da castrum romano a fortezza austrica, storia di un capolavoro d’arte militare, edito dalla trevigiana Chartesia, realizzato con la collaborazione dell’Ufficio Unesco e della Biblioteca Civica del Comune di Verona e che Cassa Padana ha l’onore di sostenere.

Un libro dedicato alle cinte murarie e ai forti della città scaligera che si snoda attraverso duemila anni di architettura militare, per oltre 9 chilometri e su una superficie di 100 ettari di territorio. Un vero e proprio museo a cielo aperto che non poteva non coinvolgere la nostra banca sempre attenta alla storia e alla cultura del territorio.

Dopo la ricerca archeologica sull’antico monastero benedettino di Leno e il recupero della cripta di San Benedetto al Monte a Verona, ora abbiamo l’onore di contribuire alla complessa ricerca sull’arte fortificatoria di Verona, ai suoi tesori, alla sua storia.

Il libro, curato dall’architetto Manuela Zorzi, storica dell’architettura e assistente allo Iuav di Venezia, è un viaggio nella storia di Verona raccontata attraverso le sue mura, dall’epoca romana fino alla dominazione asburgica.

Un cammino lungo le cinte fortificatorie cittadine, prima quelle romane, poi quelle medievali fino alle veneziane e alle austriache, dall’Adige alle prime porte di accesso. Eppoi le cinte ezzeliniane, scaligere e viscontee, con un itinerario tra il centro e Veronetta, spingendosi fino alle Torricelle.

La fase rinascimentale si inoltra nella seconda cinta muraria della città. Avanza attraverso l’epoca della dominazione veneziana con la rivoluzione dell’arte della guerra grazie all’invenzione della polvere da sparo, che richiede mura spesse a robuste, più basse, per resistere alle cannonate.

Il viaggio prosegue verso l’architettura delle porte urbiche, da Porta Leoni a Castel San Felice, fino alla Rondella delle Boccare, ingegnoso esempio di fortificazione veneziana che oggi si trova inglobato nell’area dell’istituto tecnico Marco Polo per scendere poi nelle strutture sotterranee rinascimentali e austriache.