L’articolo 2

L’articolo 2 dello Statuto di Cassa Padana recita:

«Nell’esercizio della sua attività, la società si ispira ai principi dell’insegnamento sociale cristiano e ai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione privata. La Società ha lo scopo di favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promuovendo lo sviluppo della cooperazione, l’educazione al risparmio e alla previdenza, nonché la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera.
La società si distingue per il proprio orientamento sociale e per la scelta di costruire il bene comune. È altresì impegnata ad agire in coerenza con la Carta dei valori del credito cooperativo e a rendere effettivi forme adeguate di democrazia economico-finanziaria e lo scambio mutualistico fra i soci».

E’ un testo completo, impegnativo che attribuisce alla Cassa Padana un ruolo centrale per il futuro delle comunità locali. Certamente fare riferimento ai principi della dottrina sociale della Chiesa nell’attività finanziaria, togliere obiettivi di speculazione privata, aggiungere concetti forti quali il bene comune, la coesione sociale e la crescita sostenibile della comunità locale significa attingere ad un grande patrimonio valoriale e di contenuti.

Approfondiamo meglio l’argomento rimandando ad alcuni testi di riferimento presenti in settori che l’articolo due prende in considerazione.

La dottrina sociale della Chiesa

Bene comune

  • Dare credito al bene comune
    Intervento di Giancarlo Provasi in occasione della presentazione del Bilancio Sociale delle Banche di Credito Cooperativo della provincia di Brescia (Brescia, 6 luglio 2004) – Formato PDF (107 kb)

Carta dei valori