17/5/2019 – L’impresa nel mondo dell’allerta precoce: sfide e opportunità

La crisi di un’azienda può essere paragonata all’inizio di una malattia. Se quando comincia a insorgere, i primi sintomi vengono sottovalutati, la malattia cresce e si sviluppa. E alla fine esplode rischiando di creare danni irreversibili.

In ogni azienda, quindi, servirebbero dei dottori in grado di formulare diagnosi corrette e offrire cure concrete. Prima che la malattia si propaghi.

Il nuovo Codice della crisi di impresa – pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 febbraio 2019 e che dovrebbe entrare in vigore il 15 agosto 2020 – impone alle aziende di dotarsi di figure in grado di far emergere la possibile crisi ancor prima che si manifesti. E affianca all’insolvenza dell’azienda, anche la gestione della crisi, fin dalle prime avvisaglie, cercando di attuare il principio che prevenire è meglio che curare.

Sul fronte bancario, gli istituti di credito sono chiamati a valutare gli “idonei assetti organizzativi, amministrativi e contabili dell’impresa cliente” in via preventiva, per non rischiare di incorrere in co-responsabilità patrimoniali in caso di fallimento della società.

Se il Codice della crisi di impresa impone nuove regole alle aziende, la nuova Normativa bancaria, nella fattispecie il nuovo principio contabile IFRS9 entrato in vigore il 1 gennaio 2018, opera nella medesima direzione.
Ciò significa che le banche devono dotarsi di regole e automatismi atti a intercettare segnali di crisi nelle aziende finanziate e di deterioramento del merito creditizio rispetto all’originaria concessione e di conseguenza fare accantonamenti preventivi a supporto di quella linea di credito oggetto di deterioramento (in gergo “expected Loss”).

Da un lato il nuovo Codice della crisi e dall’altro i nuovi principi contabili cambiano per sempre il rapporto fra banca e impresa.

Il rapporto si fa più stretto e gli imprenditori devono interpretare il ruolo della banca più come un partner che una controparte. Perché se si interviene in tempo sulla crisi, la banca può continuare a sostenere il cliente e la sua azienda. Una sorta di auto reciproco per impedire a entrambi – aziende e banche – di disperdere valore.
Il convegno L’impresa nel mondo dell’allerta precoce: sfide e opportunità, organizzato da Cassa Padana, Ey-Sei e InFinance e ospitato al Forum di Cassa Padana, ha proprio il compito di dare strumenti attuali per ridefinire al meglio questo rapporto.

Sarà un’occasione per conoscere e divulgare i nuovi dettami delle regole bancarie e delle norme contenute nel nuovo Codice che fanno della prevenzione una prassi virtuosa con indicatori e controlli che tutte le imprese, indistintamente, sono chiamate a mettere in opera.
I partecipanti avranno modo di riflettere e confrontarsi sul nuovo ruolo che la banca per legge deve assumere. Un ruolo che dovrà essere ancora più attivo nel presidio e nella gestione della relazione anche come conseguenza dei nuovi vincoli contabili e giuridici ai quali sono soggetti gli istituti di credito.