Soci e clienti Cassa Padana in gita nelle Langhe: si replica il 17 novembre

I greci lo chiamavano Hydnon, da cui deriva il termine “idnologia” ovvero la scienza che si occupa dei tartufi.

Per i latini era il Tuber, dal verbo tumere, gonfiare, mentre per gli arabi era Tomer. Gli spagnoli lo chiamano  Turma de tierra, gli inglesi Truffle, infine i tedeschi Truffel. I francesi Truffè che deriva da frode, collegato alla celebre pièce di Molière, “Tartufe”del 1664.

Dall’alba dei tempi il tartufo è considerato il cibo degli dei. Buonissimo e altrettanto misterioso.

Plutarco credeva che fosse generato dall’acqua, che insieme ai fulmini e al calore nasceva, nascondendosi sotto terra. Plino lo descrisse come miracolo della natura, Galeno ne’ interpretava la natura afrodisiaca, Cicerone fu il primo forse che penso’ fosse generato dalla terra e solo Giovenale, ne cantava le lodi senza interpretarne l’origine.

Mistero e bontà avvolgevano il tartufo la cui storia si alimentava di leggende e racconti.  Sin dall’antichita’ la sua presenza sulla tavola era indice di nobilita’ e potenza di chi l’offriva.

Gli antichi Sumeri, 3.500 a.C. , utilizzavano il tartufo mischiandolo a orzo, ceci, lenticchie e senape. In Egitto, il Faraone Cheope, 2600 a.c. , pretendeva decine di chili di tartufi cucinati con grasso d’oca per i suoi faraonici banchetti.

E così via fino al 2017 quando all’asta internazionale del tartufo ad Alba, complice un’estate particolarmente secca, il tartufo è diventato ancor più mitico e irraggiungibile visto che è andato in vendita a circa 600o euro al chilo toccando il massimo storico.

Quella del 2018 – dicono gli esperti del Centro Nazionale Studi Tartufo – si annuncia come un’annata dai tratti rosei con un trend positivo rispetto agli ultimi due anni.

I 700 mm di pioggia caduti in media nell’area di Langhe e Roero (in alcune zone addirittura 900) sono stati un toccasana per l’ambiente del tartufo sofferente a causa di di siccità prolungata e l’impegno profuso durante gli ultimi anni nelle attività di sensibilizzazione per la tutela dell’ambiente tartufigeno pare stia dando i primi frutti.

Così l’88° Fiera del tartufo bianco di Alba, che si è aperta alla grande lo scorso 6 ottobre e si chiuderà il 25 novembre, ha registrato nel primo fine settimana oltre 12mila presenze.

La proposta di Cassa Padana di organizzare una gita per soci e clienti proprio nelle Langhe, ha avuto un grande successo.

La prima data di sabato 20 ottobre è andata sold out e ci ha convinto a replicare con un’altra data: 17 novembre. 

L’iscrizione è riservata principalmente ai soci e ad un familiare, ai clienti  e anche ai non clienti.
E’  possibile stipulare un’ assicurazione facoltativa.

La partenza è prevista da Leno e Cremona. Ma se il numero di iscritti fosse sufficiente sarà organizzata la partenza anche da altri luoghi (minimo 45 persone).

La quota comprende il viaggio a/r in pullman Gran Turismo (partenza verso le 8 della mattina e rientro verso le 21);  guida per tutta la giornata; ingresso al castello di Grinzane Cavour; visita di Barolo e di una cantina con degustazione di vini piemontesi; pranzo con bevande ; visita guidata del centro storico di Alba; ingresso alla Fiera del Tartufo Bianco di Alba e un accompagnatore Cassa Padana sempre a disposizione.

Le iscrizioni si ricevono entro ottobre presso tutte le nostre filiali.