Fattura elettronica: primo mese fra errori, fatica e speranze

Oltre 30 milioni di documenti inviati. E quasi 600 mila operatori che hanno inoltrato allo Sdi (il sistema di interscambio) dell’Agenzia delle entrate i documenti elettronici.

Il bilancio delle prime settimane di avvio della fatturazione elettronica tra privati raccontano un po’ di incertezza, errori e tanta fatica.

Secondo i risultati del primo monitoraggio effettuato dalla stessa Agenzia delle Entrate, tra gli errori più comuni che generano gli scarti si registra il fatto che i file non sono conformi alle specifiche tecniche (il 36% dei documenti arriva in formato non Xml); la duplicazione di inviii (il 26% dello scarto dipende dalla fattura duplicata); il codice fiscale errato o la partita Iva non valida (6% dei casi).

Molti professionisti, inoltre, evidenziano come le famiglie, gli enti non profit e i condomìni non possono consultare le fatture elettroniche nel portale «Fatture e corrispettivi».

Per tali soggetti privi di partita Iva, infatti, ancora non vi è la possibilità di visionare i file in formato elettronico (Xml), con una conseguente difficoltà per coloro che si aspettavano di poter recuperare gli originali fin dal 1° gennaio in «Fatture e corrispettivi».

Per ovviare a questa mancanza, il Garante della privacy ha richiesto che venga istituita un’area ad hoc in un’altra sezione del sito, accessibile con il Pin di Fisconline, dove i contribuenti senza partita Iva troveranno la copia della fattura in un formato consultabile senza bisogno di software.

Ma solo da aprile queste persone potranno dare l’adesione per accedere a quest’area riservata sul sito delle Entrate e solo a partire dal 3 luglio potranno leggere e scaricare le fatture veicolate tramite il Sistema di interscambio.

In attesa, i consumatori che volessero avere subito la fattura in formato Xml, devono comunicare al fornitore una casella di posta elettronica certificata e dotarsi di un software per la “lettura” del file.

Ci sono però altre criticità. Alcune le ha segnatale in un documento l’associazione nazionale dei commercialisti.

Fra queste ci sono sia il malfunzionamento del portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, ma anche delle piattaforme private, costrette in alcuni casi a sospendere l’invio di tutte le fatture al SdI nell’attesa di riuscire a risolvere problemi tecnici.

Su quest’ultima problematica è intervenuta Assosoftware, l’associazione delle case produttrici di software, che – con una nota inviata ai propri iscritti – ha anticipato alcuni chiarimenti su alcuni punti che hanno generato dubbi tra gli operatori.

In attesa di un documento esaustivo da parte del Fisco, l’associazione ha voluto fornire un supporto agli operatori in relazione alla predisposizione delle fatture elettroniche, sollecitando, così, conferme da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Assosoftware ha specificato che la data di emissione della fattura che compare sul documento coincide con la data di effettuazione dell’operazione (in riferimento alle fatture immediate); la fattura deve essere trasmessa entro il termine di liquidazione del periodo di emissione (16 del mese successivo per i mensili e 16 del secondo mese successivo per i trimestrali); l’annotazione della fattura sul registro Iva può essere effettuata in una qualsiasi data compresa tra la data di emissione e il giorno 15 del mese successivo, con riferimento al mese di effettuazione dell’operazione.