Cosa nasconde la tomba del Re Desiderio? Incontro a Leno con storici e archeologi

La tomba dipinta di VIII secolo ritrovata nel parco di Villa Badia nelle ultime campagne scavo è in grado di raccontare una storia davvero incredibile.

Ma qual era l’utilizzo di tali sepolture in epoca longobarda? E cosa nasconde la tomba del Re rinvenuta nel sito archeologico di Leno?

Se ne parla oggi lunedì 20 gennaio, alle ore 15.00 presso l’auditorium Cassa Padana, in piazza Dominato Leonense a Leno.

Ci saranno Claudio Baroni, giornalista del Giornale di Brescia, l’archeologa Serena Straffella e lo storico del Medioevo Angelo Baronio che è anche responsabiole scientifico della nostra Fondazione Dominato Leonense.

Forse i giovani archeologi, che sono stati al lavoro su quella porzione di terreno di Villa Badia a Leno, non se l’aspettavano di raggiungere un risultato così importante in così breve tempo.

 

“Le prime ipotesi”, aveva spiegato Fabio Saggioro, docente all’Università di Verona e responsabile dell’indagine archeologica iniziata nel 2014 sotto la direzione della Soprintendenza per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Brescia, “ci portano a pensare che si tratti di un grande edificio di oltre 200 metri quadri, costruito con tecnica in pietra, databile tra il VII e l’inizio dell’VIII secolo.

Si tratta di un ritrovamento straordinario, unico in tutta Italia per quel periodo, che racchiude in sé una storia ancora tutta da capire, ma che ci fa ipotizzare che tale struttura possa arrivare ad estendersi per oltre 500 metri quadri. Si tratta di un edificio di ottima qualità ed è certamente ipotizzabile fosse appartenuto ad una famiglia d’alto rango: in un periodo storico in cui la totalità degli edifici era costruito con materiale ligneo, il ritrovamento di una struttura in ciottoli e laterizi legati con malta e terra è una scoperta davvero eccezionale.”

Questa nuova scoperta ancora una volta ci apre un’altra porta sul passato.

“Da una parte abbiamo le fonti archeologiche”, aveva aggiunto  Angelo Baronio, “come la tomba dipinta trovata nel corso degli scavi del primi anni del 2000 e le fondamenta di questo palatium che la campagna scavi in corso ci sta restituendo; dall’altra le fonti storiche, che raccontano del palazzo di re Desiderio e della figura di Radoni, protagonista delle vicende del regno ai tempi di Grimoaldo.

Si tratta di informazioni preziosissime, tutte da comprendere e da studiare, ma che permettono di ipotizzare la presenza a Leno di personaggi di alto rilievo. Nessuna ipotesi, nemmeno la più suggestiva, dunque, è da scartare.”