Voto all’unanimità all’assemblea di Cassa Padana: ora pronti per la riforma

Brescia – Un voto unanime, nessun contrario, nessun astenuto. Nel pomeriggio di oggi, sabato 27 ottobre, l’assemblea straordinaria di Cassa Padana ha definito i passi per l’entrata ufficiale nel gruppo di Cassa Centrale Banca di Trento che sarà operativo, secondo la legge della riforma del credito cooperativo, dal 1 gennaio 2019.

1761 i voti totali.  Oltre un migliaio di soci hanno votato per delega, 673 erano invece presenti all’assemblea.

All’unanimità sono stati votati tutti e tre i punti all’ordine del giorno.

  1. Il nuovo statuto recepisce il patto di coesione che regola i rapporti fra la capogruppo, a cui spetta la direzione e il controllo, e la banca.
  2. E’ stata inserita una tipologia nuova di azione, l’azione di finanziamento, attraverso la quale la capogruppo, per finalità di stabilità della banca, può intervenire a sostegno delle bcc aderenti al gruppo, per il periodo necessario al loro risanamento.
  3. Il consiglio di amministrazione è stato delegato a provvedere all’aumento capitale per l’emissione delle azioni di finanziamento – che hanno un diritto di voto come nelle società di capitali in proporzione al capitale sottoscritto – qualora si manifestassero le condizioni.
Soci in assemblea a Brescia: presenti 673; con le deleghe i votanti sono stati 1716
Soci in assemblea a Brescia: presenti 673; con le deleghe i votanti sono stati 1716

Dopo i saluti del presidente e l’apertura della assemblea con la lettura degli articoli sociali per le votazioni e la presentazione del programma, ha preso la parola il direttore generale di Cassa Padana, Andrea Lusenti che ha riassunto il percorso che ha portato dal 2015 ad oggi alla costituzione dei nuovi gruppi bancari con la finalità di creare istituti solidi che facciano fronte comune alle nuove realtà del mercato finanziario e alle richieste da parte dei risparmiatori .

“Si assiste ad una ristrutturazione al mondo del credito cooperativo”, ha aggiunto il direttore, “dando solidità al gruppo senza tradire i fondamenti della cooperazione e della mutualità. Valori che caratterizzano il modo nostro di fare banca”.

Una trasformazione necessaria, ha spiegato Lusenti, per poter essere una struttura al passo con i tempi e con le nuove esigenze dal mercato.

Cosa cambierà per soci e clienti?  Poco o nulla è stato assicurato.

L'intervento di Andrea Lusenti, direttore generale di Cassa Padana
L’intervento di Andrea Lusenti, direttore generale di Cassa Padana

“Rimangono invariate le varie competenze e le scelte” ha assicurato il direttore, “se sapremo mantenere con il buon lavoro del buon padre di famiglia la stabilità e il buon andamento della nostra banca. Dovremo decidere ciò che il meglio per la banca, e allo stesso tempo agire in funzione del gruppo. Come in una grande famiglia. Ma per Cassa Padana questo non è un problema perché la nostra è una storia che ci pone da sempre vicina al la gente, al territorio, con valori di solidarietà e mutualità”.

“Oggi”, ha concluso Lusenti, “abbiamo la certezza di avere una capogruppo con cui condividiamo una vicinanza di pensiero, progetti e prospettive, valori etici e  coerenza. C’ è ancora tanto da fare ma il futuro è sereno e chiaro”.

“La riforma è nata per legge” ha esordito Mario Sartori, direttore di Cassa Centrale Banca, “le casse rurali sono pronte a rispondere, cariche della loro storia. Tutte, come Cassa Padana, sempre vicine alle comunità, alle imprese, alle famiglie e attente ai valori fondanti. Cassa padana ha scritto pagine importanti nel mondo del credito cooperativo”.

Mario Sartori, direttore di Cassa Centrale Banca
Mario Sartori, direttore di Cassa Centrale Banca

La banca del futuro non solo deve essere vicino al territorio e alla gente, ha aggiunto Sartori: “Oggi a una banca si richiede che possa rispondere a esigenze nuove. Cambia il modello, ma il nuovo gruppo dovrà e sarà comunque vicino al territorio e alla gente. Cassa Centrale Banca, dal nord al sud (87 le banche che hanno aderito al gruppo ndr),  sarà il gruppo più solido e vicino alla storia del credito cooperativo. Non metterà mai a rischio i risparmi”.

“Le banche che hanno aderito al gruppo sono tutte molto solide” ha concluso Sartori, “Ora la cosa importante è mantenere al centro le persone. La cultura cresciuta nella storia delle casse rurali resta sempre un grande progetto per il futuro, per i territori, per la gente, per i giovani. Ci vuole entusiasmo e credere al futuro per il gruppo e per tutti noi”.