Cassa Padana e la cripta di Verona: l’unione feconda di arte, storia ed economia

Verona – Alla presenta del sindaco di Verona, Federico Sboarina, del Rettore don Carlo Zantedeschi, del presidente di Cassa Padana Bcc, Vittorio Biemmi, del vice direttore generale Antonello Merigo e di numerosi cittadini e rappresentati di enti e associazioni, è stata inaugurata a Verona la cripta della Chiesa di San Benedetto al Monte di Pietà riportata all’antico splendore dopo 7 anni di un accurato intervento di recupero.

“In un territorio così ricco di storia, arte e tradizioni, come è la provincia di Verona”, ha detto il presidente di Cassa Padana Bcc Vittorio Biemmi “era solerte un sostegno che potesse far conoscere l’unicità di questo patrimonio, sostenendo iniziative in grado di condurre per mano i visitatori nei luoghi dell’arte, anche dei luoghi di culto meno conosciuti dalla cittadinanza ma non per questo meno significativi.

E’ stato un lungo e fecondo cantiere di restauri coadiuvato da una profusa collaborazione, che porta oggi la città a riappropriarsi di un prezioso frammento del suo patrimonio storico, architettonico, artistico e di fede.

Il recupero e la rinnovata funzione di un importante bene culturale, quale è l’edificio sacro della Chiesa di San Benedetto al Monte di Verona, contribuisce così alla risignificazione di un luogo della fede che ha marcato l’esistenza della città, al risveglio di memorie costituite dai nostri padri e a noi lasciate in eredità, che Cassa Padana da sempre è chiamata a salvaguardare ogni qual volta si materializza la necessità, specie là dove storia e arte si coniugano armoniosamente”.

“In tempi in cui ci viene richiesto, come banca, uno sforzo notevole in termini economici piuttosto che mutualistici”, ha aggiunto Antonello Merigo, vice direttore di Cassa Padana, “noi siamo qui oggi a inaugurare un progetto partito nel 2010, che oggi viene a compimento e che si inserisce a pieno titolo nel nostro dna che da sempre è quello di sostenere il territorio.  L’aver portato a termine il recupero di questa cripta ha un alto valore simbolico oltre che di concretezza. Significa dimostrare che Cassa Padana continuerà a essere una banca differente. E che nel futuro farà il possibile per essere sempre al fianco di istituzioni, associazioni, aziende del territorio”.

“Tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita dell’intervento, che oggi inauguriamo, avranno la soddisfazione di vedere come prenderà slancio l’interesse per lo studio e la ricerca intorno al complesso ecclesiastico di S. Benedetto” gli ha fatto eco il rettore don Carlo Zantedeschi.

“Grande soddisfazione viene rivolta anche da parte delle istituzioni civili e religiose preposte alla custodia dei beni culturali e dai professionisti e dagli operatori specializzati che hanno realizzato con competenza e amore quest’opera preziosa di conservazione e valorizzazione della chiesa e della sottostante cripta.

Quando i fedeli e i visitatori entreranno in chiesa e scenderanno in cripta e volgeranno lo sguardo alle rovine del tempio romano potranno dire di aver fatto un cammino a ritroso di più di duemila anni di storia dell’umanità in Verona. Questo luogo ricco di religiosità umana e cristiana custodiamolo e amiamolo”.

Un Santo a San Benedetto al Monte
San Giovanni Calabria è il Santo veronese dei ragazzi abbandonati, degli emarginati e uno dei precursori del rinnovamento della Chiesa del XX secolo. Nacque a Verona nel 1873 e, da sempre attento alla cura dei bisognosi, divenne sacerdote nel 1901.

Nel 1970 fu nominato Vicario della Rettoria di San Benedetto al Monte, dove iniziò a curare e accogliere soldati e ragazzi abbandonati. 
Talmente vasta fu la sua opera che fondò le Congregazioni dei Poveri Servi e delle Povere Serve della Divina Provvidenza. Morì a Verona il 4 dicembre 1954.

Fu beatificato da Giovanni Paolo II a Verona nel 1988 e canonizzato a Roma il 18 aprile 1999. Le sue Congregazioni si sono diffuse in tredici paesi del mondo, continuandone lo spirito. Oggi l’Opera è presente, oltre che in Italia, in Uruguay, Brasile, Argentina, Paraguay, Cile, Colombia, Angola, Kenya, Romania, Russia, India, Filippine.

Cripta di San Benedetto al Monte

Nei pressi dell’antico foro romano di Verona, che resta anche nei secoli successivi il fulcro economico e sociale della vita della città, è testimoniata a partire dal X secolo una “casa Sancti Benedicti de Leonis”, ossia dipendente direttamente dal monastero benedettino di Leno, nella bassa bresciana.

La chiesa che qui vi sorse – in mezzo alle rovine del tempio romano – è ancora presente e ha assunto negli anni il nome di S. Benedetto in Monte, per la vicinanza con la sede del Monte di Pietà fondato a Verona nel 1490 da Fra Michele da Acqui.

Questa chiesa, ristrutturata completamente nel 1700, non svela la sua antichità. Non è così per la cripta sottostante che “mostra invece l’alta sua antichità la cripta, ora magazzino, con volte a vela e capitelli assai antichi, probabilmente romanici, o anteriori all’anno 1141, in cui la chiesa è per la prima volta ricordata” come scrive Luigi Simeoni nel 1909 nella sua dettagliata guida storico-artistica di Verona.

La scoperta di questo luogo e del legame insito in essa risale al 2010.

Cassa Padana dopo aver sviluppato una rete di filiali nel territorio veronese, si preparava ad aprire una filiale proprio nel capoluogo veronese, presso la ex chiesa di San Silvestro in piazza Arditi, a pochi passi dalla cripta benedettina.

In seguito a diversi incontri e sopralluoghi con Giuliana Cavalieri Manasse, direttrice del nucleo operativo di Verona della Soprintendenza ai Beni Archeologici del Veneto – con la collaborazione di Andrea Breda, funzionario della Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia – si è potuto attestare e confermare la reale importanza storica e archeologica della cripta benedettina, già oggetto di primi studi negli anni ’60 e successivamente negli anni ’80.

E’ stato pertanto avviato uno studio per la realizzazione di un progetto di restauro, promosso da Cassa Padana e dalla sua Fondazione Dominato Leonense. L’obiettivo è stato quello di completare lo studio iniziato anni prima e poter riaprire al culto l’antica cripta.

La chiesa originale, romanica, è grande, quanto la chiesa superiore, e molto alta. Non sembra affatto una cripta. Ha una struttura a due navate con volte a crociera; colonne dai pregiati capitelli che, nel 1715, furono inglobate in pilastri in mattoni dai Malaspina per aumentarne la stabilità. A questi pilastri si sono aggiunti negli anni puntelli di legno presenti ancor ai tempi di inizio lavori.

La costruzione di una dipendenza monastica nelle immediate vicinanze del mercato di una grande città, luogo strategico per controllare tutti i possedimenti situati nel territorio circostante, non era inusuale nell’Alto Medioevo.

Il recupero della cripta veronese si collega all’impegno di Cassa Padana BCC e Fondazione Dominato Leonense negli scavi archeologici dell’antica abbazia benedettina di Leno, in corso dai primi anni del 2000. L’abbazia di Leno, fondata dal re longobardo Desiderio nel 758 d.C., per secoli fu centro di potere economico-politico dell’Italia settentrionale, seconda solo a Montecassino.

Gli studi confermano che il rapporto fra Leno e Verona fu continuo e saldo fino al XII secolo.