Verso l’assemblea con un bilancio che conclude un triennio di intenso lavoro

La transizione verso un nuovo modo di essere banca locale di comunità può dirsi avviata in tutti i suoi aspetti, dal rapporto con la clientela alla prossimità verso la comunità. Arriviamo all’assemblea di venerdì 26 giugno ancora più forti e radicati di un anno fa.

Il 2019 è stato un anno positivo, nel quale si è portato definitivamente a compimento il piano strategico triennale, varato con determinazione dal Consiglio di Amministrazione per migliorare l’organizzazione aziendale e recuperare più efficienza nella gestione caratteristica.

Con soddisfazione possiamo dire che il mandato di questo Consiglio si chiude con il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Il risultato economico finale negativo, con una gestione caratteristica della banca ormai stabilmente positiva, è determinato fondamentalmente da poste di natura straordinaria e dalla scelta consapevole di eliminare definitivamente quegli elementi che nei prossimi anni avrebbero potuto essere da freno per lo sviluppo e l’efficienza aziendale.

E’ stata una decisione non facile, ma giusta, perché orientata verso una prospettiva futura – al di là di considerazioni di breve termine – che consente alla Cassa nei prossimi anni di crescere in modo efficiente, con adeguate marginalità e nelle piene condizioni di competitività sul mercato e capacità di risposta ai bisogni di imprese e territorio.

E’ stato un triennio intenso e fruttuoso, nel quale la Cassa ha messo a regime anche la riorganizzazione del lavoro che si pone gli ambiziosi obiettivi di curare al meglio tutta la clientela della banca e di favorire al massimo la crescita professionale dei dipendenti.

Rispetto al 2016, a fine 2019 gli impieghi netti sono cresciuti del 15%, il comparto gestito (fondi, sicav e gestioni patrimoniali) ha registrato un trend positivo del 68% e le commissioni nette sono aumentate del 19%.

Per quanto concerne la qualità dell’attivo, il rapporto tra crediti non performing e il totale crediti lordi (npl ratio) ha segnato un calo dal 13,74% al 10,48%; la copertura dei medesimi crediti deteriorati è aumentata dal 45,02% del 2018 al 51,86% del 2019.

Gli indicatori sono in linea con i livelli di sistema e le indicazioni della Capogruppo, che ha seguito e supportato a pieno la banca in questa fase delicata di passaggio.

Anche il lavoro di ridefinizione, con modalità nuove, della funzione sociale e di mutualità nella comunità – che da sempre ha fortemente connotato in modo distintivo Cassa Padana – ha trovato nell’impresa sociale “Connessioni”, recentemente costituita insieme ad Immobiliare Sociale Bresciana, Acli Bresciane, Fondazione Castello di Padernello e altri soci privati, uno strumento nuovo, attraverso il quale continuare ad essere concretamente proattivi a 360 gradi verso i bisogni espressi dal territorio, in condizioni di sostenibilità, minor rischio e adeguatezza rispetto all’odierno contesto normativo, regolamentare e di mercato.

La transizione verso un nuovo modo di essere banca locale di comunità può dirsi quindi avviata in tutti i suoi aspetti, dal rapporto con la clientela alla prossimità verso la comunità.

Il futuro che ci attende è impegnativo e con profondi mutamenti che sicuramente impatteranno ancora su tutto il sistema bancario.

La direzione verso la quale andare è però stata ben tracciata. E non è poco.

Il lavoro del prossimo Consiglio di Amministrazione verso un nuovo modello di business più efficiente poggia su basi solide costruite, sul lavoro prezioso di questi che sono stati anni di passaggio, non solo per noi, ma per tutte le banche.

L’appartenenza al gruppo forte e solido di Cassa Centrale Banca rappresenta per la Cassa contemporaneamente un aiuto, uno stimolo e una salvaguardia rispetto al percorso che tutti insieme dobbiamo intraprendere. Cassa Padana è un patrimonio di tutta la comunità.

Oggi l’emergenza coronavirus – che da sanitaria si sta trasformando in un’altra grande emergenza, quella economica – è una sfida che impegna la Cassa con tutte le sue energie per attenuarne l’impatto negativo su imprese e famiglie, con misure straordinarie che si affiancano a quelle già previste dal Governo.

Superata la prima fase della crisi, ci attende ora un periodo molto difficile in cui tutti, Consiglio di Amministrazione in primis, direzione, dipendenti, soci, clienti sono chiamati a fare fino in fondo la loro parte, con coraggio, dedizione, amore per la propria comunità e rinnovato spirito cooperativo.