Bancomat: come fai se non ce l’hai?

Era il 27 giugno 1967, cinquant’anni fa. A Londra, in un quartiere a nord, una filiale della Barclays Bank sistema fuori dalle sue porte un ATM, ovvero una macchina che distribuisce denaro quando ci si infila una carta magnetica e si digita un Pin segreto.

A inventare quella che a molti, in quegli anni, doveva sembrare una diavoleria sarebbe stato uno scozzese, James Goodfellow, sebbene ci sia chi contesta questa attribuzione. 

Comunque sia andata, per la sua geniale idea e il suo brevetto Goodfellow, all’epoca neppure trentenne, ricevette un bonus di 15 sterline! Quasi nessuno credeva in questa macchina sputa soldi.

Nasce qui a Enfield il primo Bancomat della storia, segno della modernità e dell’avvio verso il declino del contante e del crescente successo del denaro elettronico.

In Italia, ancora appassionata di denaro contante, la prima carta di debito nasce nel 1983 (era il 23 novembre), operava sul circuito Bancomat, era a banda magnetica e poteva essere utilizzata per servizi di prelievo di contanti su tutto il territorio nazionale (circolarità), presso cioè gli sportelli automatici (ATM) di qualsiasi banca.

Qualche anno dopo, nel 1985, viene associato a tale servizio anche il servizio di pagamento di beni e servizi su terminali POS su tutto il territorio nazionale. Un anno più tardi viene introdotto il circuito PagoBancomat al quale verrà associato il servizio di pagamento.

E’ fra il 1995 e il 1996 l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) registra prima il marchio Bancomat e poi il marchio PagoBancomat come marchi collettivi, consentendone l’utilizzo a tutte le banche ad essa associate.

Oggi sono oltre tre milioni gli sportelli bancomat nel mondo e si stima che entro il 2020 arriveranno a quota 4 milioni.

Se sei cliente di Cassa Padana e non hai ancora il bancomat collegato al tuo conto corrente, passa in filiale e ritiralo.