Banche e aziende: innovare è un gioco di squadra

Innovare è un gioco di squadra. E nel rapporto fra una banca locale e le aziende, innovare non significa erogare credito di scarsa qualità, ma sostenere le aziende che hanno idee, competenze e contenuti con soluzioni innovative. Non solo bancarie.

In questo gioco di squadra, è sempre più centrale per le istituzioni finanziarie, a maggior ragione se si tratta di una banca locale come Cassa Padana, alimentare una relazione con le imprese basata su fiducia, trasparenza e scambio informativo continuo.

L’obiettivo è quello sia di agevolare lo sviluppo delle imprese, e così dell’economia locale, sia di intercettare in anticipo segnali di situazioni potenzialmente negative che, adeguatamente giustificate e gestite, evitano alle banche conseguenze costose sia in termini economici che di impatto sul capitale e alle aziende contraccolpi ugualmente dannosi .

Molto possono fare le banche per cementare la qualità della relazione. Ma molto possono fare anche le imprese. E’ nel DNA di una banca locale come Cassa Padana considerare le aziende non solo come clientela, ma soprattutto come ricchezza di una comunità, da salvaguardare e far crescere.

Non a caso Cassa Padana mette a disposizione delle aziende tutta una serie di prodotti e consulenze che spaziano dall’internazionalizzazione alle energie rinnovabili, dai servizi per l’estero alle consulenze mirate sulla finanza agevolata. Fino alla formazione specifica che ha visto la banca protagonista di workshop, seminari e incontri gratuiti sui principali temi finanziari ed economici.

La crescente complessità a cui si va incontro nel fare impresa – ogni tipo di impresa, anche quella bancaria – deve spingere quindi la banca a lavorare per costruire rapporti trasparenti e di lungo periodo verso i soggetti con cui si interagisce nel processo di creazione del valore. E le aziende dovrebbero considerare sempre di più la propria banca locale come partner e non controparte.

Questa prospettiva è ancora più concreta se si fa riferimento al nuovo Codice del rischio di impresa che andrà in vigore nell’agosto 2020. Il nuovo Codice ha il merito di aver affiancato all’insolvenza dell’azienda, anche la gestione della crisi, fin dalle prime avvisaglie, cercando di attuale il principio che prevenire è meglio che curare.

In termini tecnici si parla di “procedure di allerta” che hanno l’obiettivo di rilevare possibili “segnali di crisi” per costruire processi virtuosi e aumentare la possibilità di risanare l’azienda a beneficio di tutti gli stakeholders, in primis banche e relativi risparmiatori. Se il Codice impone nuove regole alle aziende, la normativa bancaria opera nella medesima direzione.

Gli istituti di credito hanno il dovere di dotarsi di regole e automatismi atti a intercettare segnali di crisi nelle aziende finanziate e di deterioramento del merito creditizio rispetto all’originaria concessione e di conseguenza fare accantonamenti preventivi a supporto di quella linea di credito oggetto di deterioramento.